Com'è bella la città, com'è grande la città, com'è viva la città cantava Giorgio Gaber nel 1969. Proprio da quel brano si ispira il titolo della mostra «Com'è viva la città. Art the City 1913-2014» che inaugura il 18 luglio a Villa Olmo a Como. Terzo e ultimo appuntamento promosso dall'amministrazione comunale su questo tema dopo «La città nuova oltre Sant'Elia» del 2013 e «Ritratti di città» del 2014, l'esposizione raccoglie una cinquantina di opere di artisti italiani e internazionali degli ultimi cent'anni. Più che sull'architettura e sui luoghi fisici tangibili, quest'edizione, focalizza l'attenzione sulla vita che si svolge nella città moderna e contemporanea con i suoi intrecci di relazioni umane, di attività produttive, di eventi culturali, di tempo libero e del lavoro, di opportunità, di solitudine, degrado, mobilità, lotte sociali. La città, come spiega il curatore Giacinto Di Pietrantonio critico d'arte, direttore della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo e docente dell'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, è vista qui come organismo complesso, multiforme e multicentrico, specchio fedele del vivere sociale che si consuma in tutte le sue infinite sfaccettature. Ecco allora la città del tempo libero nelle opere di Massimo Campigli, Marcello Jori e Massimo Vitali, tutte e tre diversamente ispirate a «Une dimanche a la Grande Jatte» di Seurat, oppure la città sofisticata e mondana in bianco e nero ritratta dall'obiettivo di Helmut Newton in «At the Piscine Deligny» del 1978, o quella dei caffè di Londra visti da Mario Merz. E ancora: la città-bersaglio d'odio come nel dittico di Maja Bajevic sull'attacco alle torri gemelle o la città dei simboli come in «Vesuvius» opera di Andy Warhol del 1985 o nei lavori di land art di Christo che impacchetta i luoghi emblematici di Parigi, Berlino e New York.Cui si affiancano gli interni di de Chirico, i bar di Chia, le feste di Cattelan. «Com'è naturale», continua Di Pietrantonio, «non abbiamo potuto raccontare la città nella sua totalità ma solo per parti. Quel che abbiamo sempre tenuto presente è l'interrogativo shakespeariano: "What are cities but people?" (che cosa sono le città se non la gente?»). La mostra (chiusa il lunedì), che raccoglie opere provenienti sia da collezioni private che da importanti musei come il Castello di Rivoli e il MART di Rovereto, si sviluppa in otto sezioni tematiche che occupano altrettante sale, per comporre un racconto corale e multiforme che regala al visitatore un turbinio di stimoli. Fitto e interessante il calendario degli eventi collaterali, che vanno dalle visite giocate per i più piccoli alle performance teatrali dalle presentazioni di libri ai reading (info:www.mostrevillaolmocomo.com) . Villa Olmo, realizzata in stile neoclassico tra il 1782 e il 1787, insieme con il magnifico parco, è collegata al centro storico di Como da un'incantevole passeggiata sul lungolago, ritmata dalle forme classicheggianti delle numerose ville nobiliari che vi si affacciano.
Milano. L'arte racconta la città
La mostra "Com'è viva la città. Art the City 1913-2014" si apre il 18 luglio a Villa Olmo a Como. L'esposizione raccoglie 50 opere di artisti italiani e internazionali degli ultimi cent'anni, focalizzando l'attenzione sulla vita moderna e contemporanea nella città. La città è vista come organismo complesso e multicentrico, specchio del vivere sociale. Le opere esposte includono ritratti di città, città del tempo libero, città sofisticate e mondone, città-bersaglio d'odio e città dei simboli. La mostra si sviluppa in otto sezioni tematiche e comprende opere provenienti da collezioni private e musei.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo