I guasti del turismo sull'isola d'Ischia, denunciati dai lettori su "La Repubblica" di sabato 11 luglio, sono reali, ma risolvibili con il necessario impegno delle istituzioni e delle associazioni di categoria. Purtroppo non sono i soli da eliminare al fine di recuperare un turismo di qualità, che si fondi sulle risorse, per lo più ignorate, di cui è ricca la nostra isola: beni culturali, agricoltura, termalismo. Solo per elencarne alcuni. Mentre sull'isola, legittimamente, per carità!, si celebrano i fasti dello star system, anche con un notevole impegno di risorse pubbliche, a duecento metri da tanto sfavillio da "Luci della ribalta", il museo di Villa Arbusto è chiuso e semiabbandonato. Una delle testimonianze più affascinanti della storia dell'umanità, la Coppa di Nestore, giace negletta nella sua "custodia", insieme al vibrante "Cratere del naufragio" ed a mille altri reperti. Forse sarebbe stato intelligente mostrarli, almeno, a tanti illustri ospiti, che mai sapranno della storia affascinante di Pithecusae, la Colonia Greca più antica dell'Occidente. La stessa Colombaia, che, con la nomina di Luigi Covatta e dei nuovi responsabili della Fondazione, forse riprende il cammino nel segno di Luchino Visconti, per ora è chiusa al pubblico, salvo ospitare alcuni momenti dell'Ischia Global Fest. Così l'agricoltura, che, in Piemonte con le Langhe, in Lombardia con la Valtellina, in Toscana ed in Veneto con mille "luoghi", segna la qualità del territorio, qui non è considerata una risorsa per riqualificare l'offerta turistica. Eppure, dal tempo dei romani, che avevano ereditato dai greci la cultura della vite e del vino, la nostra isola si chiamava Aenaria, l'isola del vino appunto! Il termalismo, di cui l'isola è stata alfiere nel mondo nei secoli, galleggia nelle retrovie delle graduatorie delle più importanti stazioni termali, senza che nessuno dei soggetti in campo, sempre gli stessi da anni, senta il bisogno di dare una scossa a questa palude: dai tempi del compianto professor Piero Malcovati, cui si deve la "venuta" di Angelo Rizzoli, le terme di Ischia, con la specificità delle loro acque, non sono oggetto di ricerca scientifica. E vorrei tanto sbagliarmi. Nasce dalla totale trascuratezza che investe queste risorse, mi auguro non per carenze culturali, la strategia consolidata dei "bassi prezzi- bassa qualità". E quando si sente dire che negli alberghi ci sono "gruppi-bevande incluse", la reazione dei più induce alla rassegnazione. Così, mentre le Langhe vengono elette patrimonio dell'umanità - lo dicevo al presidente Sergio Chiamparino, spesso ospite gradito - la nostra isola, ben più ricca di risorse di quella pur straordinaria "terra", è troppo spesso all'attenzione della cronaca e non sempre per motivi esaltanti . Ci saranno le alleanze giuste per ribaltare questo triste stato delle cose, il presidente De Luca vorrà metterci mano? Abbiamo il dovere di credere alla speranza, salvo la verifica dei fatti. Intanto la "riapertura" dell'Eremo dell'Epomeo, risanato, sabato 18 luglio è di buon auspicio per guardare al futuro con fiducia.