INDUBBIAMENTE il problema della protezione degli scavi archeologici è molto complesso e non sempre le soluzioni adottate sono esaustive, pertanto, discuterne è importante. Infatti, il ciclo di seminari sull'argomento, tenutosi nel dipartimento di Architettura del nostro ateneo, ha evidenziato questo problema, cercando nello stesso tempo di capire qual è l'atteggiamento progettuale che dovrebbe guidare gli operatori del settore. Molteplici gli incontri sull'argomento, con numerosi partecipanti. A I MOLTEPLICI incontri sull'argomento hanno partecipato archeologi, architetti, storici e studiosi con un'attenta platea di studenti e colleghi architetti e ingegneri. Dalle varie relazioni è emersa l'ovvia consapevolezza che le maggiori difficoltà di protezioni riguardano i siti archeologici complessi, come Pompei, Ercolano e altri, per motivi tecnici e logistici, mentre è indubbiamente più semplice intervenire su quelli isolati. Si è convenuto, tra l'altro, sulla necessità che le coperture di protezioni sugli scavi non siano un esercizio formale autoreferenziale del progettista. In tal senso, Renzo Piano osserva che lascia perplessi il sovrapporre l'estetica sull'estetica, ovviamente aggiungerei nei casi migliori. Nelle documentazioni illustrate, infatti, sono emerse anche le contraddittorie soluzioni di coperture che punteggiano gli scavi di Pompei e quelle in varie parti d'Italia e all'estero. Si è quindi costatato come non si sia ancora raggiunta una linea guida progettuale in grado di far emergere il valore e l'importanza degli scavi, pur salvaguardando una richiesta di qualità progettuale. Certamente è un argomento complesso. Tuttavia l'incalzare di una maggiore sensibilità popolare, e necessariamente istituzionale ( per fortuna) verso il patrimonio archeologico rende urgente trovare, da parte degli organi di tutela, delle chiare indicazioni d'intervento, come si sono definite nei protocolli di scavo e di restauro. Lasciare la soluzione della copertura dei reperti archeologici alla libera interpretazione del progettista può di fatto creare, seppure in buona fede, equivoci architettonici atti a mortificare o far passare in secondo piano la testimonianza storica. Si veda il caso dell'intervento sull'Ara Pacis a Roma o quello sul Criptoportico a Pompei, ormai soprannominato la "pizzeria". A tal proposito, gli interventi degli archi- star, che certamente sono un valore aggiunto alla città, qualora riescano a sublimare gli aspetti funzionali e ambientali, senza eluderli, ben vengano. Tuttavia essi vanno comunque controllati nella loro globalità, come avviene in altre città europee, laddove i tecnici comunali ed anche gli organi di tutela non si fanno intimidire, quando certi aspetti funzionali e tecnici sono elusi. Ne sono esempi i chioschi nella Villa Comunale, la "cristalleria" di accesso alla Metro di Piazza Dante, oppure la copertura piovosa della galleria di accesso alla Metro di piazza Garibaldi. Per essere più attuali vediamo il caso dei siti archeologici emersi durante gli scavi della metropolitana di Napoli. Per l'intervento di piazza Municipio il progetto è stato rispettoso delle preesistenze storiche, riducendo al minimo e, senza esplosione di colore e forme, le strutture murarie che le proteggono o le delimitano. Nel caso di piazza Nicola Amore, invece, la prevista bolla vetrata e reticolare di copertura sull'antico Gymnasium, (il tempio dei giochi olimpici voluti da Augusto a Napoli), emerso nel corso degli scavi, al di là della sua qualità architettonica, contraddice, con la sua geometria complessa, quella geometria rigorosa euclidea del tempio romano; inoltre tale complessità architettonica non rende giustizia all'alterazione del tracciato ottocentesco della piazza, che la presenza del reperto archeologico avrebbe imposto.
ARCHITETTURA I PROGETTI FIRMATI - Ma i progetti firmati spesso non vanno
Un ciclo di seminari sull'argomento della protezione degli scavi archeologici ha evidenziato il problema complesso di proteggere questi siti. Gli archeologi, architetti e storici hanno discusso della necessità di una copertura progettuale che non sia solo formale, ma che rispetti la testimonianza storica. Si è convenuto sulla necessità di una linea guida progettuale che salvaguardi la qualità progettuale e la importanza degli scavi. Tuttavia, gli interventi degli archistar possono creare equivoci se non controllati nella loro globalità.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo