Privati che tutelano la costa e altri che lo deturpano. Associazioni ambientaliste che insorgono e amministrazioni comunali che rilasciano autorizzazioni in assenza di normative chiare. È l'estate delle spiagge contese e della guerra per il mare libero. Che infuria dal Trapanese al Ragusano. L'ultimo caso, il più clamoroso, è quello della Tonnara di Scopello. Bene vincolato di proprietà privata che, sulla base di un'ordinanza appena emanata dal Comune di Castellammare del Golfo, deve essere fruibile gratuitamente. Da cinque anni a questa parte, invece, i proprietari hanno piazzato un cancello, imponendo un biglietto di tre euro che dà diritto all'accesso a mare, a sdraio e servizi igienici, alla visita al complesso monumentale. Soltanto nell'ultimo anno sono stati staccati 70 mila ticket. Ma già la prossima settimana tutto potrebbe cambiare. «Impugneremo l'ordinanza dice Leonardo Foderà, amministratore della "Comunione Tonnara di Scopello e Guzzo" ne chiederemo la sospensiva ed eventualmente anche un risarcimento danni». Il sindaco Nicolò Coppola, invece, invoca il diritto alla fruizione libera dell'area demaniale fra la Tonnara e il mare. Ma anche gli ambientalisti contestano la sua crociata. «Al Comune dice Gianfranco Zanna, direttore regionale di Legambiente non interessa la tutela di un pezzo della storia dei siciliani, rappresentato dalla vita e dall'architettura delle tonnare. Quella di Scopello è l'ultima rimasta in piedi. Il Comune vuole distruggere tutto questo. Bisogna fermare questi nuovi vandali». Sulla costa agrigentina è in corso un'altra guerra fra privati e Comune, stavolta per la gestione della Scala dei Turchi, splendida scogliera di marna bianca sul mare di Realmonte che da tempo ambisce a essere "patrimonio dell'umanità" dell'Unesco. Ferdinando Sciabbarà, il pensionato proprietario della scogliera, ha chiesto al Comune di delimitare l'area inserendo nella marna paletti di un metro e venti e di piazzare ombrelloni. Preludio, forse, a un futuro biglietto di ingresso. «Ci opporremo dice il neo-sindaco Calogero Zicari la Scala è di tutta l'umanità. La prossima settimana stipuleremo una convenzione con un'associazione di volontariato per vigilare sul comportamento dei bagnanti che si portano via la marna. Finora i privati non si sono mai occupati di nulla, anche la pulizia è a carico del Comune». In altre zone, come la riserva di Capo Gallo sul versante di Mondello, pagare un pedaggio per l'accesso è prassi da anni. La famiglia Vassallo, proprietaria della strada all'ingresso, chiede dai 50 centesimi per i pedoni ai 15 euro per i caravan. Ma altri fronti sono aperti nell'Agrigentino. Un mese fa, i volontari dell'associazione Mareamico hanno bloccato le ruspe che avevano appena distrutto una duna per avviare la costruzione di un ristorante sulla spiaggia di Eraclea Minoa. «È una vittoria momentanea dice Claudio Lombardo, presidente di Mareamico perché ci sono tutte le autorizzazioni e di certo si andrà avanti. Ci sono precedenti preoccupanti nella zona, come il ristorante appena inaugurato su una duna costiera di Bovo Marina e il chiosco realizzato a Giallonardo, in un tratto in cui ogni anno nidifica la Caretta caretta. Il vero scandalo sono le autorizzazioni selvagge rilasciate senza sopralluoghi». Pietro Baglio, sindaco di Montallegro, comune in cui ricade la spiaggia di Eraclea Minoa, la pensa in modo diverso. «Nella maggior parte dei casi dice il sindaco parliamo di progetti che hanno ottenuto tutte le autorizzazioni. Il Comune ha dato l'ok al ristorante dopo il parere positivo di Demanio e Soprintendenza. Adesso è in corso l'approvazione di un piano delle spiagge comunali. Abbiamo bellissime spiagge, ma non dobbiamo stare solo a guardarle: alcune idee possono essere occasione di sviluppo». Da nord a sud, da est a ovest, si fronteggiano sindaci e ambien-talisti, aspiranti esercenti e comitati di tutela. È di qualche settimana fa la raccolta di firme per bloccare la licenza di un lido lungo la scogliera di Macari, vicino a San Vito Lo Capo, già deturpata da un escavatore che ne demolì una parte. Ma l'eco della battaglia non si è spenta all'altro capo della Sicilia. A Randello, nel Ragusano, e nell'Isola delle Correnti, a Portopalo di Capo Passero. Nel primo caso, la scorsa estate, dopo l'intervento di Legambiente e della procura è stata bloccata la costruzione di uno stabilimento balneare. Nel secondo, una catena umana ha tentato invano di bloccare la costruzione di un lido, oggi ancora attivo.
Lidi, scogliere, tonnare un'estate di battaglie su ambiente e business
Il Comune di Castellammare del Golfo ha emanato un'ordinanza che obbliga i proprietari della Tonnara di Scopello a fruibile gratuitamente la zona demaniale. I proprietari hanno invece piazzato un cancello e chiedono un biglietto di tre euro per l'accesso. L'ordinanza è stata impugnata e il sindaco Nicolò Coppola ha chiesto il diritto alla fruizione libera dell'area. Gli ambientalisti contestano la sua posizione. Allo stesso modo, a Realmonte, la Scala dei Turchi è stata oggetto di una disputa tra il Comune e i proprietari, che chiedono di delimitare l'area e di piazzare ombrelloni. Il Comune ha invece affermato che la Scala è di tutta l'umanità.
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