Opposizioni agguerrite, oltre 2.000 emendamenti. La maggioranza tenta il dialogo Opposizione sulle barricate per la riforma urbanistica. Sono 2.096 gli emendamenti che pendono sulla discussione del disegno di legge in consiglio provinciale. A firmarli sono 5 Stelle, Lega nord, Civica Trentina. Gran parte dei dispositivi sono ostruzionistici. Così facendo, ottenuta l'eliminazione dei tempi contingentati, le minoranze potrebbero allungare considerevolmente i tempi del dibattito in aula. «Per noi le priorità sono quattro» dice Maurizio Fugatti, segretario della Lega nord. «Non stravolgeremo il testo» risponde la maggioranza. TRENTO Sono 2.096 gli emendamenti che pendono come una spada di Damocle sulla discussione della riforma urbanistica provinciale. Ottenuta l'eliminazione dei tempi contingentati, le minoranze potrebbero infatti allungare considerevolmente i tempi del dibattito in aula. Il rischio, se le richieste di Movimento 5 Stelle, Lega Nord, Civica Trentina e gruppo misto non venissero recepite dalla maggioranza, è che si proceda a un duro ostruzionismo. L'eliminazione dei tempi contingentati, che assegnano a ciascun gruppo consiliare un lasso temporale fisso entro cui proporre e discutere i propri emendamenti, è stata approvata dalle minoranze su iniziativa di Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino). Dei quasi 1.500 emendamenti raccolti entro le 12 di ieri dal presidente del Consiglio provinciale Bruno Dorigatti 212 arrivano da Claudio Civettini (Civica trentina), 352 da Maurizio Fugatti (Lega nord), 33 da Nerio Giovanazzi e Massimo Fasanelli (Amministrare e gruppo misto) e 835 da Filippo Degasperi (M5s). Già in serata, tuttavia, Dorigatti ha ricevuto altri 600 emendamenti, che portano il totale a 2.096. A questo proposito Degasperi ha annunciato ieri che procederà ad aumentare il numero di emendamenti a suo nome, fino a raggiungere il migliaio: «Le proposte sostanziali del M5s sulla riforma sono contenute in circa 130-140 emendamenti spiega il consigliere pentastellato il resto è ostruzionismo, ma sia chiaro che tale strategia è la risposta a un atteggiamento di chiusura della maggioranza». Degasperi, insieme con il deputato del Movimento 5 stelle Riccardo Fraccaro, ha esposto le proposte chiave che la maggioranza dovrebbe accogliere per evitare l'ostruzionismo. «Senza dubbio la riforma lancia messaggi positivi, parlando di stop al consumo di territorio, semplificazione, partecipazione dei cittadini alla pianificazione territoriale. Ciò che contestiamo è la mancanza di strumenti che concretizzino tali propositi». Quattro sono, in particolare, i temi da chiarire secondo i pentastellati: «Si parla di "consumo zero", eppure non si è proceduto a censire il patrimonio inutilizzato e le aree edificabili ancora disponibili. Senza un quadro conoscitivo completo è impossibile valutare le alternative disponibili per evitare di allargare ulteriormente il perimetro urbano». Il secondo nodo concerne gli sgravi fiscali per la costruzione di nuovi complessi commerciali all'ingrosso, industriali o sanitari non convenzionati. «Anche qui lo slogan del "consumo zero" mostra, all'atto pratico, i propri limiti. Come spiegare, altrimenti, tali agevolazioni?», commentano Degasperi e Fraccaro, che sottolineano poi la mancanza di regolamenti attuativi per concretizzare la partecipazione delle autonomie locali alla pianificazione urbanistica, prevista dalla legge provinciale del 2014. Ultima spina: la composizione delle commissioni. «In Trentino, in barba alla normativa, si continuano a nominare soggetti politici come membri delle varie commissioni urbanistiche e paesaggistiche» spiega Degasperi. I pentastellati propongono alla maggioranza due alternative «per correggere l'anomalia»: la prima scelta sarebbe quella di «eliminare del tutto i politici dalle commissioni, lasciando libertà a tecnici autonomi e rappresentanti dei cittadini»; in alternativa il M5s vorrebbe inserito in ogni commissione un rappresentante della minoranza, come già avviene nella provincia di Bolzano (dove i membri sono il sindaco, i tecnici e un rappresentante di minoranza con funzioni di controllo). «Non si contano in Trentino i casi in cui la pianificazione territoriale è stata lo strumento usato dalla classe politica per dispensare favori o consolidare interessi di parte», conclude Fraccaro. I 352 emendamenti presentati inizialmente dalla Lega nord hanno, come per il M5s, in gran parte funzione di ostruzionismo. Dal punto di vista sostantivo, Fugatti spiega: «I punti che abbiamo a cuore sono la correzione della legge Gilmozzi; un intervento per contrastare la concorrenza sleale dei negozi etnici; la disponibilità di parcheggi per disabili; il vincolo dell'edificazione di luoghi di culto, come le moschee, a un referendum». I lavori in aula inizieranno oggi, ma la discussione vera e propria è attesa per domani o giovedì. Si proseguirà fino a venerdì, per riprendere poi dal 20 al 22.