La bordata di De Luca contro le soprintendenze ("non valgono più di un Comune") sposta indietro l'orologio della storia. Una posizione così radicale, in una regione ricca di siti patrimonio dell'Umanità, non può che preoccupare. Tanto più che la Campania ancora non ha legiferato sulla tutela e valorizzazione del paesaggio così come richiesto dall'art. 135 del Codice dei beni culturali, dopo che la Giunta Caldoro nel 2012 approvò il DdL 64 dell'assessore Taglialatela. De Luca potrà ora rivederne l'impostazione secondo la propria "particulare" visione del problema. Sempre però rispettando l'impianto legislativo nazionale. Del resto, è scontato che da Napoli il governatore farà l'impossibile per salvare i suoi progetti impantanati. E il più importante di essi per simbologia, dimensioni e impegno finanziario, è senza dubbio la mezza luna crescente di Bofill. Una megastruttura sea front da 50mila tonnellate di cemento, alta 32,6 msl, con affaccio sopra una piazza di 26mila mq e un porto turistico sul quale si indaga. Grande progetto, grandi guai giudiziari e finanziari insieme: cantieri sequestrati per fumus commissi delicti. E a distanza di anni dall'avvio dell'inchiesta, rinvii a giudizio per falso ideologico, abuso di ufficio e lottizzazione abusiva per l'ex sindaco De Luca e 21 persone tra assessori, imprenditori, tecnici e funzionari comunali. Una grave sconfitta personale e politica di chi aveva spinto al massimo per bruciare i tempi, arrivare al "fatto compiuto" e far abortire ogni velleità demolitoria degli ambientalisti grazie a una clausola risarcitoria dal forte potere dissuasivo, "regalata" dal Comune all'impresa. Intanto dalla vicenda processuale cominciano a venir fuori verità nascoste. Il 3 luglio, il Collegio che celebra il processo, con un'Ordinanza di 38 pagine, ha respinto l'istanza di dissequestro del cantiere avanzata dalla società costruttrice. Per i giudici (pag. 30) " resta intatta la prospettazione accusatoriadi una edificazione del Crescent ab imis fondata su titoli paesaggistici ed edilizi non semplicemente annullabiliannullati e come tali efficaci fino all'annullamento, ma inesistenti perché frutto di sostanziale attività collusiva e di strumentalizzazione illecita della pubblica funzione allo scopo di consentire, in maniera illegale, a favore dei privati attuatori, e a discapito dell'interesse pubblico alla dotazione di standard (in sintesi), la costruzione dell'opera". Una replica netta e chiara a quanti si intestardiscono in città a sostenere che il procedimento adottato è stato riconosciuto legittimo dal CdS (che nelle decisioni si è attenuto ai ricorsi, non potendo conoscere le modalità di rilascio delle autorizzazioni annullate). E l'inesistenza delle stesse si ribalta tout court sulla "nuova sequenza urbanistico-paesaggistico-edilizia" con la quale Comune e soprintendenza (in ottemperanza alla decisione del CdS) hanno pensato di sanare la situazione esistente attraverso una favorevole modifica dello strumento urbanistico (adottando cioè un nuovo PUA). Parole ancora più severe di censura usano poi i giudici sul tema della ripartizione degli oneri di urbanizzazione tra Comune e privato attuatore. Scrivono a pagina 9: "consentire, poi, la realizzazione del Crescent... con artifici tecnici diretti ad assicurare superficie maggiore di quella assentibile in base allo strumento urbanistico generale, in assenza di pianificazione degli standard urbanistici correlati al nuovo imponente insediamento abitativo e senza una preventiva compiuta determinazione degli oneri a carico dei soggetti privati, manifesterebbe, piuttosto che la tensione verso l'interesse pubblico, l'intenzione degli amministratori di assicurare a tutti i costi la realizzazione dell'opera pubblica progettata, senza particolare rispetto delle norme, con conseguente plausibilità dell'ipotesi che si volessero beneficiare i privati attuatori del piano (sia nel senso di consentire ad essi di realizzare solo la parte residenziale, effettivamente lucrativa, sia nel senso di abbattere costi di realizzazione a scapito della finanza pubblica". Che fine ha fatto la quota di oneri di urbanizzazione a carico della Crescent Srl? Si attende ricorso al Riesame e poi, forse, alla Cassazione. Ma bisognerà tirare fuori nuovi elementi probatori. Così De Luca si è convinto a "sparare" sulle soprintendenze: non basta averle amiche. Bisogna eliminarle. Come la legge Severino.
SALERNO - Le verità che vengono a galla sull'affare Crescent
Il governatore della Campania, De Luca, ha lanciato una bordata contro le soprintendenze, affermando che non valgono più di un Comune. Questa posizione è stata vista come preoccupante, soprattutto considerando la ricchezza di siti patrimonio dell'Umanità nella regione. De Luca potrà ora rivedere l'impostazione della legge sulla tutela e valorizzazione del paesaggio, ma deve rispettare l'impianto legislativo nazionale. Il progetto più importante di De Luca è la mezza luna crescente di Bofill, una megastruttura sea front da 50mili tonnellate di cemento.
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