Archiviate le soluzioni "fai da te", il Comune vieta colori vistosi, materiali grezzi e forme bizzarre. L'assessore Venanzi: per ridurre i tempi d'attesa con la soprintendenza scriveremo protocolli comuni UDINE. Il tempo del "fai da te" è finito. Chi vuole esporre in centro storico e negli altri quartieri cittadini tavolini, ombrelloni, gazebo, fioriere, pedane ed espositori, può farlo, ma senza sbizzarrirsi con i colori e le forme. Deve seguire le nuove regole approvate a fine maggio dal consiglio comunale, in vigore da alcuni giorni, che vietano l'installazione dei gazebo nelle piazze principali e in Giardin grande e ammettono solo i colori bianco, grigio, marrone e nero. Tessuti a tinta unita e naturale, pedane in legno o in materiali trasparenti. Nonostante ciò non viene meno il parere della Soprintendenza ai beni architettonici e ambientali che deve essere richiesto per installare i gazebo in tutte le zone vincolate dalle Belle arti, ovvero in quasi tutto il centro storico. Una regolamentazione necessaria che richiede l'adeguamento delle strutture esistenti entro e non oltre il 2017. Ma andiamo con ordine perché detto che nel primo ambito non è ammesso praticamente nulla, stiamo parlando dei lastricati di piazza Matteotti e XX settembre ai quali si unisce la parte di piazza Duomo situata di fronte alla cattedrale, i colori di tavolini, ombrelloni, fioriere ed espositori ammessi in centro storico sono gli stessi in tutta la città: bianco, grigio, marrone e nero. Lo stesso vale per i materiali. Se da un lato, infatti, sono stati sdoganati l'acciaio verniciato, il corten, il legno, l'alluminio, la ghisa, il midolino, la pietra naturale e artificiale, la plastica purché sia di qualità e si presti a linee di design, dall'altro sono state messi al bando il legno rustico, il cemento grezzo e il lavato con sassi a vista. I gazebo I tanto discussi gazebo finiti da tempo nel mirino delle Belle arti, possono trovare spazio in quasi tutto il centro storico (sono esclusi nelle piazze Matteotti, Xx settembre, Duomo e in Giardin grande) purché facciano parte di un progetto d'insieme. I pannelli devono essere di forma geometrica accostabile e di colore coordinato all'insieme degli altri elementi dei dehors. Prima di installarli i titolari dei pubblici esercizi devono esibire l'autorizzazione di occupazione suolo pubblico, la dichiarazione di inizio attività e il parere espresso dalla Soprintendenza ai beni architettonici e paesaggistici ai sensi del Codice dei beni culturali. «Nelle zone tutelate serve ancora il parere delle Belle arti» conferma l'assessore alle Attività commerciali, Alessandro Venanzi, assicurando di aver avviato un confronto con la nuova soprintendente, Anna Maria Affanni, per scrivere una serie di protocolli comuni. «Documenti - insiste Venanzi - che saranno elaborati sulla base della tipologia delle domande che riceveremo». L'obiettivo è avere in mano un sorta di prontuario che indichi a priore quale tipo di gazebo può essere installato in centro storico riducendo così le attese. Ombrelloni In centro storico gli ombrelloni non possono occupare uno spazio superiore ai 9 metri quadrati e il limite dell'altezza è stato fissato in 2,3 metri. Vietate le scritte, i simboli e i messaggi pubblicitari. Possono essere riprodotte solo le insegne dei locali all'interno del 10 per cento della superficie. Esclusa l'installazione di teli verticali laterali, abbassabili e raccoglibili. Meno rigide le regole negli altri quartieri cittadini e nelle zone non vincolate dalle Belle arti dove viene meno il limite dei nove metri quadrati. Portici e gallerie Sotto i portici e le gallerie sono ammessi solo i tavolini con le sedie, le fioriere, i climatizzatori e le attrezzature espositive. Come nel resto della città i tavolini devono essere coordinati alle sedie. Possono essere esposti anche gli sgabelli purché non ostacolino i percorsi pedonali. Stesso copione per i banchi tra le arcate purché non chiudano le uscite dai fabbricati. Si tratta di una rivoluzione estetica che punta a uniformare gli arredi in tutto il territorio comunale.