L'iniziativa di un vicentino sul web, targhe e cene di gala per chi dona DOLO (VENEZIA). Nel corso dei secoli, com'è tradizione per le residenze patrizie della Riviera del Brenta in cui si sono avvicendati diversi proprietari, ha assunto svariate denominazioni: prima villa Santorini, poi anche Toderini, quindi pure Fini. Ma in futuro, pur di aiutare la famiglia Piva a ricostruire la propria casa, l'antico complesso di via Martiri della Libertà a Dolo potrebbe prendere il cognome del benefattore che sborsasse i 2,5 milioni stimati come necessari per la sua ricostruzione. L'opzione «villa's naming » è infatti la massima fra le ricompense promesse dalla campagna mondiale di fund raising lanciata dopo il tornado da un esperto vicentino di marketing. Sul modello delle attività internazionali di raccolta fondi, l'iniziativa è stata promossa su una delle più grandi piattaforme web di crowdfunding (nella fattispecie Indiegogo) e rilanciata su Twitter, Google Plus e Facebook, dove le è stata dedicata la comunità «Villa Fini Rebuilding» (che ieri sera aveva già superato i 530 like ). A spiegarne le finalità, scritte in inglese proprio per ampliare il bacino delle sottoscrizioni, è Alessandro Petracca di Thiene: «Sarà la prima campagna di condivisione online. Ogni nostra azione per ricostruire villa Fini sarà completamente online cosicché i nostri sostenitori possano vedere online i lavori in corso. I 2,5 milioni di euro saranno dedicati a ricostruire ogni parte di villa Fini con i materiali originali o della qualità più simile». L'appello è accompagnato da eloquenti foto e filmati dell'edificio, ritratto prima e dopo la calamità naturale. A seconda della cifra donata, i promotori offrono differenti vantaggi: con 5 euro la citazione sul sito, con 100-500-1.000 l'acquisizione del titolo rispettivamente di «angelo» di bronzo, d'oro o d'argento che sarà inciso su una targa all'interno dell'immobile, con 5.000 lo status «diamante» e la partecipazione alla cena di gala di fine lavori, con 2,5 milioni appunto l'intitolazione della villa col proprio cognome. Sui social network non mancano comunque commenti diffidenti: c'è chi preferisce versare i propri soldi sul conto corrente istituzionale aperto dalla Regione.