Al Donizetti e alla Zuccheriera sono comparse delle sirene che pubblicizzano Oriocenter. Gli assessori e la Soprintendenza sono all'oscuro dell'iniziativa, ma il centro commerciale ribatte: è tutto in regola. È sabato mattina presto quando otto sirene in pinne, carne ed ossa, fanno la loro comparsa in pieno centro. Per l'esattezza: in carne ed ossa ci sono avvenenti signorine, con lunghe parrucche colorate e abiti sgargianti con tanto di coda pinnata che fanno selfie con i passanti, mentre dall'acqua della Zuccheriera di largo Porta Nuova e dal laghetto dei cigni di piazza Cavour, sovrastato dalla statua di Donizetti, spuntano delle code di plastica blu. Come se fossero delle propaggini fisiche delle mitologiche creature. Un sirenificio urbano in piena regola, brandizzato con il marchio Oriocenter. Potere del guerrilla marketing, una forma più evoluta di promozione e comunicazione non convenzionale che ha un pregio: massimizza il rendimento con un minimo investimento. E soprattutto gioca sull'effetto sorpresa, che ha colto i bergamaschi passati da quelle parti, compresa l'assessore Nadia Ghisalberti. La trovata pubblicizza le aperture di Oriocenter e gli sconti di fine stagione, perché Flo La Sirena non sa che cosa indossare per andare al ballo dei sette mari e i clienti del centro commerciale devono darle una mano per trovare l'outfit perfetto. Un mix di faccende pubblicitarie evidenziato da un allestimento inusuale (anche nelle fontane davanti al centro commerciale), un po' nello stile di Oriocenter che, dopo la cracking art, si sta promuovendo con un vario bestiario, tra cui la Zebra Zac, che la scorsa primavera aveva irritato i commercianti di Treviglio. Allora si trattò di uno stand in piazza Manara, questa volta di un allestimento nel contesto monumentale cittadino. «Nel laghetto dei cigni ci sono le sirene? E da quando? Ero in città venerdì scorso, ma le sirene io mica le ho viste e nessuno mi ha chiesto nulla». L'architetto Giuseppe Napoleone, Sovrintendente dei beni culturali per Bergamo, trasecola e precisa che «trattandosi di compendi storico-artistici, qualsiasi intervento, ancorché realizzato in forma temporanea, deve essere autorizzato». Anche dalla Sovrintendenza, dunque. Dal canto suo il direttore di Oriocenter, Ruggero Pizzagalli, assicura di essere in regola con i permessi: «Abbiamo inoltrato le domande al Comune e abbiamo ricevuto le relative autorizzazioni. È un'iniziativa che si concluderà domenica sera (stasera per chi legge, ndr ), settimana prossima saremo a Parma e poi a Cremona». Autorizzazioni pagate? «Ha fatto tutto l'agenzia che ha curato la campagna», conclude Pizzagalli. L'assessore alla riqualificazione urbana Francesco Valesini non è al corrente dell'iniziativa. Sorpresa anche la collega alla Cultura Nadia Ghisalberti. «Sono andata in ufficio e le ho viste, pensavo che stessero girando uno spot pubblicitario, poi mi hanno detto che si tratta di una trovata pubblicitaria di Oriocenter. Un po' mi sono meravigliata perché non ritengo questi due angoli della città di grandissimo passaggio. I permessi? Mi auguro che siano stati rilasciati, anzi penso proprio che tutto sia a posto». La trovata guerrillesca ha suggerito all'assessore altri pensieri: «Mi sono detta, tu pensa, a Donizetti in questo momento fanno tutti la corte, perfino le sirene. Ho pensato, adesso faccio una foto e quasi quasi la posto su Facebook». «Stanno bene è il parere della maggior parte dei passanti ringiovaniscono per un giorno la fontana». Le ragazze più giovani si dividono sulle code galleggianti. Quasi tutte le trovano «simpatiche», ma per Chiara, una ragazzina, sono l'unica pecca. «Più che La Sirenetta ricordano Nemo» le fa eco Laura. «Sono riusciti solo a rovinare il monumento, altro che fare pubblicità», il parere di una scettica signora. «Siamo nelle mani dei centri commerciali, vediamo se lo scrivi!» grida un tizio turbando la tranquillità di nonne e nipotine.