Caro Conti, piazzale Flaminio, corso d'Italia, viale Giulio Cesare, via Ravenna, viale Regina Elena: Roma è invasa da orrende bancarelle (che vendono merce di dubbia qualità e provenienza) con danno al decoro e alla circolazione di pedoni e auto; intanto i negozi di quartiere, che pagano tasse, sono chiusi o in crisi. Ci vorrebbe un'ordinanza che vieti totalmente ogni commercio su bancarelle, esclusi luoghi e periodi specifici per motivi di tradizione. Gli ambulanti, se vogliono, possono affittare uno dei tanti negozi sfitti e lavorare sotto quattro mura... Antonino Nastasi Caro Conti sono appena rientrato da un giro dalle parti di via Germanico, via degli Scipioni, Via Ottaviano, via Fabio Massimo; quello che ho visto è raccapricciante. Ma cosa aspettiamo a denunciare Sindaco, Comune, Ama che si permettono di lasciare le strade colme di immondizia e non solo. Siamo in mano a incompetenti, o esiste un motivo perché la città resti abbandonata in questo modo? Vittorio Orsomando Due lettere, l'identico desiderio di decoro. Tanti lettori sostengono di ritenersi offesi quando si parla di Mafia Capitale, come se tutta Roma fosse stata connivente. Ma così non è. Lo stesso per le strade. Lo sfacelo diffuso non ha corrotto i molti romani «normali» che sognano una città «normale». Paolo Conti
Quella voglia di decoro di tanti romani normali
Roma è invasa da bancarelle che vendono merce di dubbia qualità e provenienza, danneggiando il decoro e la circolazione di pedoni e auto. I negozi di quartiere, che pagano tasse, sono chiusi o in crisi. Il giornalista Antonino Nastasi denuncia la situazione e chiede un'ordinanza che vieti il commercio su bancarelle, escludendo luoghi e periodi specifici per motivi di tradizione. Altri lettori, come Vittorio Orsomando, condividono il desiderio di decoro e criticano la presunta connivenza della città con la Mafia Capitale e le strade sfacelate. Paolo Conti.
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