Insomma non vuole lasciare alla "Comunione tonnare Scopello e Guzzo" la gestione di uno degli angoli più belli di Sicilia che, per quanto assurdo possa sembrare, è proprietà privata e non ha alcuna fascia demaniale. E così il sindaco Nicolò Coppola (che negli anni Ottanta, da assessore, fu uno degli attori del braccio di ferro) ha avviato la procedura di esproprio di una parte della tonnara, la terrazza della palazzina Florio e il piazzale adiacente con l'intenzione di renderlo fruibile alla libera balneazione. Procedura alla quale, naturalmente, i proprietari hanno risposto con una impugnativa Tar che riapre la contesa. «La Tonnara di Scopello dice l'architetto Leonardo Foderà, amministratore e comproprietario non è una spiaggia ma uno dei più importanti complessi monumentali del Mediterraneo sottoposto ai vincoli del Codice dei beni culturali e del paesaggio, protetto come sito di interesse comunitario e zona a protezione speciale.Ma pur essendo proprietà privata fin dalla sua edificazione che risale al Medioevo, pur avendo vinto ogni controversia giudiziaria, noi proprietari consentiamo l'ingresso diurno del pubblico per 365 giorni l'anno, in modo regolamentato con la Soprintendenza e dietro il pagamento di un biglietto di 3 euro, così come avviene allo Zingaro e in qualsiasi altro monumento al mondo». Settantamila visitatori l'anno, tanti ne ha fatti contare l'anno scorso la Tonnara le cui immagini aprono un filmato promozionale di Air Canada che lo ha scelto tra le meraviglie del mondo insieme a New York, Singapore e Parigi. Alla tonnara, non solo uno scivolo o una baietta di ciottoli in un mare con i faraglioni di fronte ma un vero e proprio museo a cielo aperto, il mare lo si fa secondo le regole e le modalità fissate dai proprietari con la Sovrintendenza. Persino le sedie, tutte uguali, stoffa beige su intelaiatura di bronzo, sono state scelte per salvaguardare l'ambiente. «Se non facessimo così la tonnara rischierebbe di essere devastata dalla libera fruizione, da un'antropizzazione selvaggia come quella che ha distrutto le zone vicine dice Rosamaria Ruggieri . E con il ricavato del biglietto riusciamo a mantenere il sito in efficienza rendendolo fruibile ai visitatori 365 giorni l'anno. Potremmo chiudere i cancelli quando vogliamo, ma non lo abbiamo mai fatto. Svolgiamo un servizio al pubblico senza gravare in alcun modo sulle casse dello Stato. Non abbiamo mai chiesto nè ricevuto un solo euro di finanziamento e i costi di personale, sorveglianza e manutenzione sono enormi. E poi non siamo ipocriti: anche noi proprietari avremmo diritto ad un indennizzo ». Due milioni di euro in dieci anni. Tanto è costato ai proprietari il restauro del complesso monumentale al cui interno insistono anche delle ville che vengono affittate ai turisti. Ma se i proprietari della Tonnara possono contare sull'appoggio delle associazioni ambientaliste che riconoscono il valore dell'opera svolta nella salvaguardia e nella fruizione del sito, il sindaco di Castellammare insiste nella sua crociata "nel superiore interesse del bene comune" e fa sapere che comunque "le regole per accedere al sito ci saranno, ma non deve esserci alcun onere a carico dei visitatori. Se non è possibile trovare un accordo con i privati procederemo con l'esproprio parcellare». Una presa di posizione alla quale i trenta proprietari della Tonnara rispondono con un appello pubblico: «In una Sicilia i cui ambienti costieri sono stati, a partire dal secondo dopoguerra, sistematicamente e irreversibilmente devastati dall'uomo, lanciamo un appello affinché uno dei pochi frammenti ancora intatti quale la Tonnara di Scopello con il suo straordinario contesto paesaggistico e la sua storia, non vengano irrimediabilmente compromessi ».