LA POLEMICA I SOPRINTENDENTI come Kim Ilsung, "Roots and shoots" e "Giubbe Rosse", la "mummificazione", la parabola delle tre palme di Bohigas. Li ha sciorinati quasi tutti i suoi incubi Enzo De Luca, i cavalieri dell'apocalisse di cui occorre liberarsi se «si vuole evitare il lento declino della nostra regione ». L'occasione era un convegno sul governo del territorio, allestito presso il Suor Orsola Benincasa, per celebrare anche la nascita del Consorzio Promos Ricerche, con protagonisti atenei, Cnr, Acen, Camera di commercio e altri enti, e della relativa Scuola di governo del territorio, affidata alla direzione di Riccardo Realfonzo. Nemico nunero uno: «I soprintendenti, l'unico potere monocratico che sopravvive. Persino Kim Il Sung (il dittatore coreano, ndr) è morto, i soprintendenti resistono». Subito dietro tutte le associazioni autorizzate a ricorrere al Tar: «Ho scoperto che c'è anche "Roots and shoots". Che vuole dire? Radici e germogli.... Ci sono anche le "Giubbe Rosse", e la "Umana dimora", che a Napoli induce a pericolosi toccamenti». Ma l'ovazione lo coglie al termine dell'abilissimo racconto sulle palme di Bohigas. Lo scenario è il rifacimento della piazza davanti al Duomo di Salerno: «Su un lato rimaneva un muro cieco. Bohigas propone di metterci cinque palme. La soprintendenza obietta: le palme non sono vegetazione originaria. Bohigas obietta che in un'altra piazza vicina ce n'è un intero giardino. Trattative infinite, infine l'accordo: si piantano tre palme». Uditorio in lacrime per le risate e De Luca che manda in soffitta il teatro di Jonesco. Del resto il presidente aveva già colto un viatico alla sua azione poco prima, grazie al saluto di Angelo Rughetti. «Con lui ricordo anni piacevoli nel recente passato », aveva detto il sottosegretario alla Pubblica amministrazione rievocando i tempi in cui lui era direttore dell'Anci e De Luca sindaco di Salerno. Poi la spinta: «La Campania secondo Rughetti deve ora cogliere una fase di ripartenza politica, uscendo da una fase troppo lunga di parcheggio. Un parcheggio anche elegante e ben comunicato, ma sempre parcheggio». Insomma è tempo di archiviare Stefano Caldoro: «I numeri sono impietosi stringe Rughetti Sui fondi strutturali come sull'occupazione o sul sostegno alle imprese». Musica per le orecchie di De Luca. Pazienza se poi Rughetti sostiene che deve cambiare l'atteggiamento da parte dei «destinatari delle riforme», occorre «formare una nuova classe dirigente», e tener d'occhio l'esigenza che le istituzioni integrino la loro azione: «Non serve scaricare l'Iva a Roma se poi aumenta l'Irap. E non è possibile che in Italia ci siano 10200 amministrazioni, 33000 centri di costo e 8800 cassetti in cui vengono custoditi gelosamente i dati dei cittadini». Insomma basta con i doppioni che non dialogano, «bisogna passare dalla cultura del singolo ente a quella dell'amministrazione ». La conclusione del sottosegretario è che «nelle istituzioni territoriali occorrono autonomia e risorse, ma anche monitoraggio e controllo». De Luca coglie il testimone da Rughetti, e trasforma il suo dualismo in conflitto fra «cultura dell'atto e cultura del risultato». La prima, che si occupa che «le carte siano a posto», porta alla mummificazione, allo stato in cui «nella competizione mondiale con il Giappone, Usa e Sud Corea non possiamo neanche partecipare ». La seconda è l'unica via per «fare della Campania il più grande cantiere d'Europa». Intanto i suoi ospiti provano a dare il loro contributo. «La scuola dice Realfonzo parte a novembre, grazie alle borse di studio costerà solo 1000 euro». «Finanzieremo le borse dice il presidente degli industriali Ambrogio Prezioso - perché siamo convinti della necessità di mettere in campo cultura e affidabilità degli amministratori pubblici per contribuire allo sviluppo». «Vogliano definire un luogo di confronto dove abbiamo riunito le eccellenze dell'università, della ricerca ma anche dell'imprenditoria e delle professioni», aggiunge Maurizio Maddaloni, presidente della Camera di commercio.
CAMPANIA - Poi attacca i soprintendenti "Rallentano lo sviluppo"
Il convegno sul governo del territorio a Salerno ha visto la partecipazione di vari enti e associazioni, tra cui il Consorzio Promos Ricerche e la Scuola di governo del territorio. Enzo De Luca ha lanciato una polemica contro i soprintendenti, accusandoli di essere un potere monocratico che resiste all'evoluzione. Ha anche menzionato le associazioni "Roots and shoots" e "Giubbe Rosse", che secondo lui sono pericolose. De Luca ha anche criticato la mummificazione e ha proposto di piantare tre palme in una piazza di Salerno per simboleggiare la rinascita della regione.
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