CARO AUGIAS , scrivo a proposito del contenzioso tra il Comune di Castellammare del Golfo e la proprietà della Tonnara di Scopello, di cui si è occupato nei giorni scorsi. Frequento la Tonnara da anni e posso assicurare che i proprietari andrebbero premiati per l'equilibrio che hanno saputo trovare tra gestione (e salvaguardia) di una struttura storica eccezionale, e la fruizione da parte del pubblico. Dopo due vani tentativi di procedere all'esproprio della stradina che porta al mare, il Comune sembrerebbe ora intenzionato a tentare il colpo grosso, con l'esproprio di tutta la fascia a mare così rendendo l'accesso completamente libero. La zona a mare della Tonnara, proprio perché facente parte di un'unica struttura produttiva, è stata da sempre spogliata del vincolo demaniale. La stessa Soprintendenza ha recentemente sottolineato l' unicum inscindibile dell'area. L'iniziativa del Comune sarebbe devastante e significherebbe molto probabilmente la morte della Tonnara (già messa a dura prova dall'afflusso indiscriminato e incontrollato di barche). Certo sarebbe il trionfo della demagogia del "pubblico è bello e giusto, il privato è brutto e cattivo", che tanti danni ha già fatto. Intendiamoci, anche il privato in Italia non ha sempre dimostrato di essere all'altezza. Ma il privato della Tonnara sicuramente sì. Marco Moussanet Parigi IL SIGNOR Moussanet ha ragione, se il Comune di Castellammare del Golfo fosse davvero ben gestito da persone illuminate, dovrebbe organizzare una piccola cerimonia, sobria e amichevole, e ringraziare i proprietari della Tonnara di Scopello per l'opera di salvaguardia e restauro di un luogo incantevole che hanno portato avanti senza gravare per un solo euro sul pubblico denaro. Non so in base a quali pressioni o interessi si sia minacciato l'esproprio. Può perfino darsi che il sindaco Nicolò Coppola sia effettivamente in buona fede e pensi solo alla riconoscenza che gli elettori potrebbero avere nei suoi confronti. Sia nel programma elettorale sia in recenti dichiarazioni ha ripetuto di voler molto puntare su «un turismo culturale sostenibile e strutturato». Sembrano ottime intenzioni che potrebbe cominciare ad applicare, ad esempio, per risollevare la parte pubblica di certe acque termali che mi dicono ridotte ad un immondezzaio, per limitare con severità l'avvicinamento e il comportamento incivile delle imbarcazioni che accostano senza rispettare le misure di sicurezza, a migliorare la raccolta dei rifiuti; sono tutte cose che i turisti apprezzano. Insomma ci sono cento impegni da assolvere prima di pensare all'esproprio di una cosa che funziona, che richiama visitatori anche dall'estero, che è diventata set di riprese cinematografiche e pubblicitarie, ed è servita a lanciare il nome di quel Comune per ragioni finalmente onorevoli e di prestigio. c.augiasrepubblica.it