Mentre gli operai smontano un pezzo alla volta le impalcature, riemergono i tondi con i pesci, gli stemmi, l'iscrizione che ne ricorda la storia, i colori pastello, le colonne in pietra serena: la Loggia del Pesce, dopo il restauro, si mostra in tutta la sua bellezza recuperata. Sarà inaugurata ufficialmente oggi (alle 11,30 col sindaco Nardella e l'assessore Bettarini), ma intanto il «popolo di Sant'Ambrogio» la festeggia. E ringrazia. I residenti, i commercianti, gli impiegati del quartiere hanno deciso di celebrare la Loggia ritrovata appendendo un cartello per esprimere la loro riconoscenza verso quello che definiscono «un magnifico restauro», un «capolavoro». L'idea, partita da un gruppo di abitanti, è stata subito accolta anche da chi qui lavora. «Per noi è importante notificare che qualcosa di buono è stato fatto per una zona grondante di storia e di arte che si sta imbastardendo in forme di commercio notturno, aliene alle nostre tradizioni» dice Marta, del comitato di abitanti che da tempo sta combattendo perché il quartiere «non diventi una birreria a cielo aperto. E la Loggia per i fiorentini, è un simbolo». La Loggia, dopo la «cacciata» dei pesciaioli da piazza del Pesce, vicino a Ponte Vecchio nel 1500, fu commissionata da Cosimo I dei Medici a Vasari e costruita nel Mercato Vecchio (oggi piazza della Repubblica), per ospitare i banchi dei pescivendoli. Quando per Firenze Capitale il mercato fu smantellato, anche la loggia fu smontata e messa in pezzi in un magazzino con la Colonna dell'Abbondanza. Nel 1955 fu deciso di recuperarla e di collocarla in piazza dei Ciompi. «Fu data al quartiere di Santa Croce come risarcimento per gli abbattimenti fatti per il risanamento di Firenze». Tolti i ponteggi vengono «liberati» anche gli antiquari del mercatino, per mesi rimasti nascosti dai cantieri. Savino, il barbiere della piazza, ammira soddisfatto la Loggia: «Hanno fatto un bellissimo lavoro, prima era messa male. Speriamo ora che la tengano bene».