MASSA LA CAMERA DI COMMERCIO: "È RECORD" È LA stessa Camera di Commercio di Massa e Carrara a sbalordirsi degli straordinari guadagni delle estrazioni del lapideo: hanno raggiunto «livelli record mai registrati prima». In due anni l'utile netto di 51 imprese campione è passato da una perdita di 500.000 euro a 16,6 milioni di guadagno su un fatturato di 107 milioni. In pratica la redditività netta è del 16,5, «elevatissima- commenta la Camera di Commercio - difficilmente riscontrabile in altri settori del Paese». Un ribaltone che non trova spiegazione nella crescita di fatturato, nei volumi scavati e nei costi di produzione, che variano poco (nel biennio costi cresciuti di soli 4 milioni di euro, 5, di cui per il personale del 9). E allora? Alcuni lo sussurrano, nessuno lo dice apertamente, ma i favolosi guadagni dei cavatori avrebbero come spiegazione principale l'emersione del settore dal nero dopo i controlli della finanza e il pressing delle inchieste della procura. In aggiunta, ma in forma accessoria, l'apertura di qualche nuovo mercato più remunerativo e selettivo di qualità. I cavatori sono al centro delle cronache per le limitazioni che i nuovi strumenti urbanistici regionali, Pit e Piano paesaggistico, portano alle escavazioni sulle Apuane. Ora l'istituto di studi e ricerca della Camera di Commercio analizza i bilanci delle società di tre comparti della filiera: l'estrazione che la Regione vuole limitare per non deturpare il paesaggio, la trasformazione che si vorrebbe invece incentivare perché crea valore aggiunto, know how e specializzazione, infine la produzione dei macchinari. Ma mentre i numeri delle industrie della trasformazione e dei macchinari sono "ordinari", strabiliante è la performance del segmento più impattante, quello dell'estrazione. I bilanci si riferiscono al 2013. «Sono gli ultimi completamente disponibili per un lavoro scientifico - spiegano dalla Camera - quelli del 2014, ancora in approvazione, confermano il trend». Ebbene - annota la Camera di Commercio - le 51 imprese del campione hanno aumentato ricavi del 16 sul 2012 e del 22 sul 2011, in sostanza hanno recuperato oltre 20 milioni di euro di valore della produzione. «Questo recupero si è quasi totalmente tradotto in utile netto. In media ogni impresa realizza un utile di 326 mila euro, a fronte di un fatturato di circa 2 milioni di euro. «Incredibile », dice la Camera.