PER trent'anni sono rimaste chiuse nei depositi dei musei per tornare alla luce solo ora, restaurate e visitabili gratuitamente. Sono le ottanta sculture del nuovo spazio a metà tra deposito e galleria espositiva del museo Pietro Canonica di Villa Borghese, che si arricchisce delle statue che fino alla metà degli anni Ottanta decoravano i viali e i piazzali della Villa, «quando furono sostituite da copie per proteggerle da vandalismo e furti», spiega Alberta Campitelli, dirigente dell'ufficio Ville storiche. Per la maggior parte appartengono alla collezione Borghese, ma tra le opere di maggior pregio si trovano anche gli originali cinquecenteschi dei Mascheroni e dei Tritoni che componevano la Fontana del Moro di Giacomo Della Porta in piazza Navona, e che a inizio Novecento furono spostati al lago di Villa Borghese. IN quelle che una volta erano le cantine del casale, oggi museo, si passeggia tra statue romane del II e III secolo, restaurate tra '500 e '800 e ora di nuovo esposte per raccontare divinità e muse dell'antichità, come l'Ercole incoronato e il Satiro in riposo, provenienti in parte dalla raccolta che il cardinale Scipione Borghese acquistò dalla famiglia Ceoli. Tra le opere meglio conservate, lo stemma di Papa Paolo V, nato Camillo Borghese, e le statue originali del tempio di Esculapio. Villa Borghese diventa un «itinerario turistico nel verde», dice l'assessore alla Cultura, Marinelli; e il prossimo passo «sarà realizzare le copie dei Mascheroni e dei Frontoni, per far rinascere la fontana del lago di Villa Borghese », spiega Sandro Santolini, storico da tempo al lavoro sulle 80 statue che, insieme all'archeologa Angela Napoletano condurrà i visitatori in tour gratuiti su prenotazione, per spiegare nel dettaglio i risultati di un restauro da 204mila euro, finanziato dalla Soprintendenza e da Tecnicon. (stefano petrella)