DA un lato la ripresa dei musei civici, che dopo il brusco calo del 12 nel biennio 2012-2013, lo scorso anno hanno registrato il 5 di visitatori in più (così come gli statali). Dall'altro, invece, la continua diminuzione della spesa per la cultura del Comune, passata dal 4,5 del bilancio nel 2010 al 2,4 del 2014. Sono i dati che emergono dal rapporto 2015 di Federculture, presentato ieri dal presidente, Roberto Grossi, alla presenza del ministro ai Beni culturali, Dario Franceschini, e del direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi. Il confronto con le altre città italiane vede Roma in coda alla classifica per gli investimenti in cultura (sotto c'è solo Napoli) con 55,7 euro per cittadino. Mentre, ad esempio, il comune di Firenze destina al settore il 9 del bilancio (182,9 euro per abitante) e quello di Milano il 2,9 (139,2 euro per cittadino). Nonostante gli scarsi investimenti, il sistema museale civico è riuscito a totalizzare nel 2014 1,5 milioni di ingressi, 116 rispetto al 2000. La crescita ha riguardato tutti i musei: dal Macro (che nel 2013 aveva visto i visitatori dimezzarsi, ma ora ha recuperato con un 49) ai Capitolini. Una tendenza registrata anche nei musei e monumenti statali del Lazio ( ad eccezione di Palazzo Barberini), che complessivamente nel 2014 hanno avuto 18,5 milioni di visitatori (di cui 15,7 solo a Roma) e 58 milioni di introiti ( 6), di cui oltre 54 nella capitale. In linea con la ripresa dei consumi culturali registrata anche a livello nazionale. Eppure, allargando l'orizzonte, si rileva "una distanza ampia fra Roma e le altre capitali internazionali, i cui tre musei principali ogni anno attraggono oltre 10 milioni di visitatori, mentre quelli romani ( aree archeologiche escluse) si fermano a circa 2 milioni". E non va meglio per le mostre temporanee: le 10 principali realizzate nella capitale nel 2014 hanno avuto 714.480 visitatori, contro gli oltre 3 milioni di quelle di Londra e Parigi e i quasi 5 di quelle di New York. Buoni, invece, i dati sul turismo: nel 2014 a Roma gli arrivi (oltre 13 milioni) e le presenze (quasi 33 milioni) sono aumentati del 6 e del 5. Anche se, conclude il rapporto, la Città Eterna "risulta comunque meno attrattiva e competitiva" rispetto ad altre capitali europee. A livello generale, Grossi ha sottolineato l'esigenza di "investire nella ricerca e nella produzione culturale" e ha lanciato diverse proposte: dalla creazione di una piattaforma di crowdfunding unica per la cultura (visti gli scarsi risultati ottenuti, ad esempio, per la Domus Aurea) all'introduzione di standard di qualità.