L'AUTUNNO prossimo si preannuncia come la stagione delle grandi mostre firmate da Arthemisia Group. La società romana ha già rivoluzionato il panorama espositivo bolognese, portando nel rinnovato Palazzo Albergati quella retrospettiva dedicata a Escher (in corso fino al 19 luglio) capace di attirare in un solo weekend poco meno di 5000 visitatori, di stipare il marciapiede con code interminabili e gareggiare vittoriosamente con la mostra di Palazzo Fava, "Da Cimabue a Morandi", curata da Vittorio Sgarbi. Un successo che ora si tenta di replicare con un nuovo evento, in programma per i primi di ottobre: una esposizione dedicata alla dinastia Brueghel, la famiglia di straordinari maestri che furono protagonisti della pittura fiamminga tra il XVI e il XVII secolo, dal padre Pieter il Vecchio, fino ai figli Pieter il Giovane e Jan il Vecchio, riprendendo un'analoga iniziativa che la società aveva allestito al Chiostro del Bramante di Roma tra il 2012 e il 2013. E non passeranno nemmeno due settimane che poi Arthemisia sarà ancora sotto i riflettori della scena bolognese, partner della tanto attesa mostra sugli Egizi al Museo Archeologico. Iole Siena, presidente della società lo aveva annunciato: «Investo su Bologna perché è la piazza giusta per attirare un vasto pubblico amante dell'arte, è in una posizione strategica, servita in maniera eccellente ». I numeri le stanno dando ragione, alimentando un fenomeno che oramai non coglie più di sorpresa nemmeno sotto le Torri: le grandi mostre, di qualità, tornano ad essere protagoniste del capoluogo emiliano. Per il momento la partita è giocata soprattutto dai privati (al Mast di Isabella Seragnoli, sempre all'inizio di ottobre, arriverà anche la Biennale della fotografia d'industria). In attesa di scoprire cosa produrrà nel futuro l'Istituzione Bologna Musei che raccoglie tutti i musei civici. (p. n.)