Dall'Albergo delle povere al Villino Florio: così i pezzi pregiati della città diventeranno musei di se stessi TOCCHERÀ i monumenti chiave della città, dal centro storico alle periferie, la mappa dei restauri, lavori di recupero e di completamento appena avviati dalla Soprintendenza ai beni culturali di Palermo. E nel giro di un paio d'anni cambierà il volto di dimore storielle, musei, chiese e oratori della città, degradati dall'azione del tempo o compromessi dal terremoto del settembre 2002. Dall'Arsenale borbonico, che diventerà finalmente Museo del mare, a palazzo Bonocore, dove sono stati terminati i prospetti, dall'Albergo dei Poveri, e Palazzo Belmonte Riso, appena destinato a museo regionale di arte contemporanea, la Palazzina Cinese e il Villino Florio che torneranno musei di se stessi, e il Teatro Santa Cecilia, destinato a spazio polifunzionale di spettacoli, ecco la mappa degli interventi (circa una cinquantina), tra cantieri già aperti e lavori finanziati da attivare. Lavori in corso. In questo momento i cantieri avviati dal servizio Beni architettonici sono circa 25 tra Palermo e dintorni, e tra essi spiccano moltissime chiese e oratori. Alla chiesa del Santissimo Salvatore, ad esempio, entro l'anno sarà liberato il prospetto e saranno completamente revisionate le coperture e gli esterni. Stessa scadenza per San Nicolo all'Albergheria, dove sarà consolidato il campanile e la chiesa dei Santi Elena e Costantino, dove si lavora ai prospetti esterni e al restauro artistico delle pitture. Ci vorranno solo un paio di mesi, invece, per ammirare di nuovo il campanile maiolicato della chiesa del Crocifisso di Castelbuono e a Palermo, gli affreschi del Borremans nell'Oratorio della Carità di via Maqueda. Alla Cappella Palatina i lavori finanziati dal mecenate Reinhold Wurth sono partiti ad aprile: prima si provvederà alle coperture, ai soffitti e alle murature esterne e poi si passerà al restauro dei mosaici: la scadenza dei lavori, col monumento sempre aperto, è di 36 mesi. La fine del 2005 è il termine ultimo per moltissimi siti: come Palazzo Bonocore, in piazza Pretoria dove presto saranno prima liberati i prospetti appena restaurati, ed entro l'anno saranno completati anche i lavori agli interni del piano nobile, dalle pareti alle pitture. Idem per il restauro artistico delle volte del secondo piano di Palazzo Mirto, e per Villa Raffo, invia Lanza di Scale a appena acquisita al patrimonio dell'Orchestra sinfonica siciliana, dove si stanno completando gli esterni e il piano terra. Stessa scadenza anche per il Museo diocesano, dove si lavora, alla sala della Trifora e in una grande sala adiacente del piano nobile, che sarà adibita a spazio per conferenze e proiezioni, e si sta completando l'impiantistica. Ci vorrà ancora un anno, invece, per il restauro del complesso settecentesco dell'Albergo dei Poveri: è già stato ripavimentata l'area del "giardino dei gelsi" e c'è da terminare alcune sale espositive ricavate da ambienti che si affacciano su via Cappuccini, mentre l'infermeria storica ospiterà il bookshop e il terzo piano un ristorante sulla terrazza. Alla fine del 2007, invece chiuderanno i cantieri altri due siti affascinanti dove i lavori sono partiti in primavera: il Villino Florio di via Regina Margherita, dove si stanno restaurando gli interni e la Palazzina Cinese, dove torneranno a splendere le pitture e gli arredi. Al Castello di Caccamo, invece, sono appena terminati gli interventi alla cappella e al portale in pietra. Lavori da iniziare. A metà maggio è stata aggiudicata la gara d'appalto per i lavori di recupero dell'Arsenale borbonico di via Cristoforo Colombo: sono previsti interventi di consolidamento generale della struttura, il restauro dei fronti esterni e al piano superiore sarà predisposto un allestimento espositivo per sfruttare al meglio i grandi spazi dell'Arsenale e farne, entro un anno e mezzo, un Museo del mare. Con un milione e cento-mila euro è stato appena finanziato anche un lotto importante di lavori che daranno a Palazzo Belmonte Riso il volto del nuovo museo regionale d'arte contemporanea, il cui progetto la prossima settimana sarà presentato alla Biennale di Venezia: è prevista la riconfigurazione architettonica dell'ala destra del palazzo distrutta dalla guerra che consentirà di rendere leggibile gli originari volumi del manufatto e sarà predisposto l'allestimento museale. Superato l'impasse di un contenzioso, entro l'estate sarà firmato il contratto anche per il recupero del teatro Santa Cecilia, come spazio flessibile e polifunzionale; situazione identica per la chiesa di Sant'Anna, lesionata dal terremoto del 2002 alle volte in pietra della navata centrale e di quelle laterali. Usufruirà invece di 4 milioni e 500 mila euro di fondi europei, il restauro del teatro Garibaldi alla Kalsa. Entro ottobre il Comune bandirà la gara d'appalto e poi il via ai lavori che prevedono il recupero funzionale di un teatro contemporaneo. Vetrate a "petali" apribili, una platea mobile da cir-ca250 posti, da spostare o far sparire sotto una botola del pavimento. E mobile sarà anche il palcoscenico più basso, per ricongiungersi col retropalco grazie a un sistema idraulico e sfruttare in profondità tutto lo spazio.