Lite sul turismo, Brugnaro alla collega Colau: «Degrado? Venga a vedere, la ospito io» VENEZIA. «Barcellona non diventerà una nuova Venezia, l'assedio dei turisti va fermato, e anche il degrado». Le dichiarazioni della nuova sindaca di Barcellona, Ada Colau, hanno fatto infuriare il popolo di facebook, i commercianti e il sindaco Brugnaro, che invita Colau a venire a vedere cos'è davvero Venezia. Il ministro Franceschini, pur ammettendo il problema del sovraffollamento: «A Barcellona dovrebbero baciarsi i gomiti per poter essere come Venezia». VENEZIA. Gli è sfuggita o l'ha detta appositamente, poco importa. «Barcellona non diventerà una nuova Venezia». E poi, per chiarire, «l'assedio dei turisti va, in qualche modo, fermato. Va fermato il degrado, l'abusivismo e quant'altro danneggia l'immagine di una città». A ripeterlo stentorea la nuova sindaca di Barcellona, Ada Colau, 41 anni, eletta il 13 giugno con Podemos. Secondo sindaco donna a capo di una grande città (l'altra è Manuela Carmena, che ha vinto a Madrid). Che però, almeno per Venezia, ha cominciato col passo sbagliato. Una dichiarazione forte che in meno di 12 ore ha mandato su tutte le furie il popolo di facebook (molti però come l'ex candidato sindaco Gianpietro Pizzo invitano il sindaco di Venezia a copiare Barcellona e bloccare tutte le nuove licenze di hotel), i commercianti e anche le istituzioni, con il sindaco Luigi Brugnaro che invita Colau a venire a vedere cos'è davvero Venezia e minaccia cause per danni ai media che descriveranno una città devastata dai turisti e il ministro Franceschini che risponde tono su tono. «A Barcellona dovrebbero baciarsi i gomiti per poter diventare come Venezia ha chiosato rapido il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, nel corso della presentazione dell'undicesimo Rapporto annuale Federculture - la battuta è infelice però c'è un fondo di verità: a Venezia esiste un problema di sovraffollamento in alcune parti della città e di un turismo fatto di persone che toccano troppo velocemente il centro storico, non approfondiscono e non lasciano nemmeno ricchezza. Dobbiamo lavorare per portare turisti consapevoli in Italia, persone che non si accontentino di una visita veloce e superficiale ma desiderose di vedere e conoscere la nostra bellezza e farsi venire la voglia di tornare in Italia ancora un'altra volta». Insomma Ada Colau ha esagerato ma il problema «turismo» a Venezia c'è e si vede. Nell'ultimo mese tre le multe dei vigili urbani per «camping» abusivo (500 euro). Una coppia di amici verso fine giugno aveva aperto un camping improvvisato a San Rocco. Entrambi quarantenni, di Manchester, avevano montato una tenda e si erano addormentati con tanto di materassini. Lo stesso aveva fatto un uomo che era arrivato a Venezia in bicicletta. Per la sua tenda, ad inizio giugno, aveva scelto il ponte di Calatrava. Più romantica (in Punta della Dogana) la location di due giovani fidanzati trovati in sacco a pelo e ieri è toccato invece a sette polacchi che campeggiavano a Sant'Elena. Li hanno trovati due vigili urbani che, su richiesta della centrale operativa, sono intervenuti verso le 9. I ragazzi avrebbero raccontato di essere a Venezia per la tappa estiva prima di imbarcarsi per la Grecia. Insomma, qualcosa da fare c'è. Ad occuparsene sarà Paola Mar, neo assessore al turismo della giunta di Luigi Brugnaro, ma soprattutto il sindaco che ieri è intervenuto con parole molto dure nei confronti della «collega» di Barcellona. «Invitiamo il sindaco di Barcellona che forse è stata un po' incauta nelle dichiarazioni, a venire, mia ospite, a Venezia ha detto ieri il sindaco - potrà essere l'occasione per mostrarle le straordinarie bellezze della nostra città e magari per farle cambiare idea sul fatto che Venezia è viva e vuole vivere, come città che incontra il mondo. Non è comprensibile che si cerchi visibilità sui media con affermazioni gratuite e lesive della dignità della nostra città. Spiace constatare come spesso alcuni media locali e stranieri veicolino un'immagine parziale e distorta che non fa il bene della città. Per questo non escludiamo, qualora se ne riscontrassero gli estremi, il ricorso ai mezzi più opportuni per la tutela del nome e della reputazione di Venezia». Intanto però il Comitato per il turismo sostenibile ringrazia il sindaco di Barcellona per aver «detto la verità sulla situazione della nostra città». Il Comitato rilancia l'accesso in piazza San Marco solo con prenotazione. «Serve un cambiamento vantaggioso per tutti».