Novità su Carditello, Franceschini: gestione ai privati NAPOLI. Bene o male, purché se ne parli. Magari avrà pur avuto ragione Oscar Wilde (a lui è attribuita questa frase), ma se oggi vedesse gli Scavi di Pompei o la Reggia non gli resterebbe che parlarne (solo) male. Perché oggi è quel che fanno in termini di allarme, e come dar a esse torto le maggiori testate giornalistiche straniere. Dal Telegraph allo Spiegel i due monumenti campani più rappresentantivi sono quelli che destano le maggiori preoccupazioni. Alcune accuse sono pesanti e a formularle sono i giornali tedeschi, in primis l'autorevole Der Tagesspiegel , voce liberale di Berlino, che punta il dito contro la trascuratezza e le tante, troppe mancanze delle autorità governative nei confronti dei beni culturali italiani. In particolare Pompei, dove si ritrovano «cani randagi che se ne vanno in giro liberi, tra macerie e cumuli di rifiuti, lasciati dai locali ma anche dai turisti che si adeguano. Ma questo sarebbe il male minore. Il vero problema è la gestione di Pompei, che dal 1997 fa parte dell'Unesco, ma che sta sempre più diventando patrimonio della camorra», secondo i critici connazionali di Frau Merkel. Ondata internazionale di sdegno anche per il recentissimo crollo del muro del giardino della Casa di Severus avvenuto nel febbraio 2015 uno «smottamento che grida vergogna» scrive la Frankfurter Rundschau mentre per il New York Times «i continui crolli fanno sprofondare Pompei». Il panorama di critiche e giudizi è il risultato di una ricerca «sul percepito dei restauri monumentali italiani su oltre 100 tra le principali testate giornalistiche internazionali», realizzata dalla Klaus Davi Co. (agenzia di comunicazione d'impresa). Secondo la ricerca, delle decine di monumenti a rischio, al primo posto figura proprio Pompei (18,55 delle citazioni). Critiche da Spiegel e Tagesspiegel anche se Die Zeit riconosce che «ultimamente il Governo italiano è intervenuto». Al secondo posto un altro capolavoro campano, la Reggia di Caserta (16,30), in preda, a detta degli inglesi del Telegraph , a un «abbandono cronico e vergognoso. La Reggia dovrebbe essere la risposta italiana al Palazzo di Versailles». Che qualcosa si sta muovendo sul fonte dei beni culturali, arriva dal prossimo bando (a regime subito dopo agosto, assicura il ministro Dario Franceschini) che dovrebbe affidare ad associazioni no profit le strutture statali chiuse o aperte occasionalmente. «Ci sono già alcuni esperimenti e le norme lo consentono spiega Franceschini piuttosto che vedere un sito chiuso, è bello vederlo gestito da giovani. Carditello, ad esempio, sarà una fondazione per ora gestita dal pubblico, che successivamente aprirà le porte ai privati».
Allarme su Scavi di Pompei e Reggia. La stampa estera: incuria vergognosa
Il testo parla delle critiche rivolte ai monumenti culturali italiani, in particolare Pompei e la Reggia di Caserta, da parte di giornali internazionali come il Telegraph, lo Spiegel e la Die Zeit. La ricerca di Klaus Davi Co. ha rilevato che Pompei è il monumento più criticato, con 18,55 delle citazioni, seguito da la Reggia di Caserta. Le critiche si concentrano sulla gestione dei monumenti, considerati inadeguati e abbandonati. Il ministro Dario Franceschini annuncia un nuovo bando per affidare le strutture statali ai no profit, che consentirà di gestire i siti in modo più efficiente. Carditello, un altro monumento, sarà una fondazione gestita dal pubblico, che successivamente aprirà le porte ai privati.
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