Romano, identificati i baby vandali. Niente denuncia, l'amministrazione sarà risarcita I baby vandali hanno distrutto delle statuette dell'Ottocento che da tanti anni decorano Romano, ma non saranno denunciati. Questo perché, dopo che i loro genitori si sono assunti l'onore di pagare i danni, il Comune ha deciso di non rivolgersi ai carabinieri. I piccoli teppisti hanno danneggiato (e in un caso decapitato) alcune delle piccole sculture da anni piazzate nella fontana del centro storico. Erano dodici, ma qualcuno le aveva rubate restituendone poi solo sette. Il Comune scopre i vandali della fontana del Santuario di via Crema, ma non li denuncia. Vista la giovane età e la presunta mancanza di dolo, una volta che i genitori hanno assicurato che copriranno i costi di ripristino, per gli autori del danno basterà una ramanzina: magari solo da mamma e papà, costretti a mettere mano al portafoglio per evitare altri guai. È l'epilogo dei danneggiamenti alle sette statuette risalenti all'800 che decorano la vasca con i giochi d'acqua, alle spalle del tempio a sud del centro storico cittadino. Uno degli angoli più cari ai romanesi, che era stato riqualificato quattro anni fa proprio con la sistemazione della fontana e il riposizionamento delle statuette. In origine erano 12 e ancora sono conosciute con il nome dialettale dei «düdes de la mura»: rappresentavano, probabilmente, i mesi dell'anno, ed erano state scolpite come decorazione del muro della cascina che sorgeva in prossimità del Santuario. Per quanti accedevano o lasciavano la città sono sempre state un importante punto di riferimento. Ma le statue erano state anche trafugate: un furto che aveva colpito la città. Solo pochi anni fa ne sono state ritrovate sette, riposizionate, per la soddisfazione di tutti i romanesi, al centro della fontana, su dei piedistalli. La scorsa settimana qualcuno ha spaccato la testa di una delle sculture abbandonandola poi sul fondo della vasca. Un fatto di cui si è accorto un passante, che ha dato l'allarme tramite Facebook. La notizia del danneggiamento ha sollevato anche una polemica politica da parte dell'ex sindaco Michele Lamera: «Sono state riposizionate durante la mia amministrazione aveva spiegato . I romanesi vi sono molto legati e per questo avevamo preso l'occasione per riqualificare anche l'angolo dietro il santuario con la fontana in cui facevano bella mostra. Per tenerle al sicuro ed effettuare la manutenzione ci eravamo affidati a un privato che volontariamente se ne prendeva cura. Incarico che l'amministrazione Nicoli non ha rinnovato preferendo puntare sulla gestione diretta». L'assessore Luca Bettinelli aveva fatto «mea culpa», ammettendo che «il passaggio nella gestione non era stato molto efficace. Ma miglioreremo», aveva annunciato, promettendo poi il massimo impegno per individuare i responsabili. Della vicenda si è occupata la polizia locale che, visionando le registrazioni dell'impianto di videosorveglianza, è riuscita a ricostruire l'accaduto risalendo ai responsabili. Come si era ipotizzato sin dal primo momento, il danno è stato provocato da una compagnia di ragazzini che si sono messi a giocare nella fontana. «Le riprese spiega il primo cittadino Sebastian Nicoli mostrano chiaramente che non c'era la volontà di provocare danno. All'improvviso uno dei minori coinvolti è incespicato e per non cadere si è appoggiato alla statua che però si è rotta. Con la polizia locale abbiamo contattato i genitori. Ci sono state fornite le garanzie che le famiglie copriranno il costo del restauro. Riguardo ai minorenni, saranno presi i provvedimenti del caso, ma l'intenzione, non essendoci stato dolo, è di non denunciarli». Il sindaco poi coglie l'occasione per stigmatizzare proprio l'uso del social network. «Giusto che se ne dia notizia spiega ma sarebbe opportuno quando si scoprono fatti di questo tipo che si provveda anche a informare tempestivamente l'amministrazione comunale e la polizia locale cui spetta il compito d'intervenire. Proprio in questi giorni, per rendere più agevole il rapporto con l'ente pubblico, abbiamo messo a disposizione l'app "smart city Romano di Lombardia", in cui ci sono tutti i contatti e i riferimenti dei vari edifici comunali».