Il palazzo enciclopedico. Dove convivono studiosi, storici dell'arte, letterati, astrofisici, artisti, botanici, studenti. Una convivenza non sempre facile che oggi si trasforma in sinergia, a dispetto di territori e competenze. Il palazzo enciclopedico è quello di Brera, dove dalla fine del Settecento coabitano enti diversi: Biblioteca Braidense, Accademia d'Arte, Pinacoteca, Osservatorio Astronomico, Orto Botanico, Istituto Lombardo di Scienze e Lettere. Enti oggi coinvolti e messi in relazione da un'operazione culturale collettiva che fa ben sperare: «Brera in contemporaneo», inedito progetto espositivo che apre per la prima volta al pubblico tutti gli ambienti del complesso, anche quelli mai visti, in una positiva convivenza tra passato e presente. «Questa sarà un'estate di intrecci e contaminazioni», ha spiegato ieri Emanuela Daffra, attuale responsabile della Pinacoteca. «Il progetto è una novità, anche se un filo rosso lo lega al passato e in particolare all'azione dei Soprintendenti Fernanda Wittgens, Franco Russoli, Carlo Bertelli: aprire alla città, mettere in dialogo ieri e oggi, restituire all'arte un ruolo sociale». Al cuore del progetto due iniziative divise in due tappe, con la curatela di Sandrina Bandera, Giovanni Iovane e Marco Meneguzzo, la partecipazione attiva di docenti e studenti braidensi e la collaborazione di Zerynthia, associazione per l'arte contemporanea. La fase numero uno prende il via stasera alle ore 18 con l'inaugurazione di due mostre. La prima si intitola «Fabro, Garutti, Kounellis, Paolini»: alcune suggestive installazioni di questi artisti contemporanei, tutti legati a Brera per ragioni diverse, irrompono nel tradizionale percorso espositivo della Pinacoteca, inducendo i visitatori, con la loro inedita presenza, a ripensare il rapporto con i capolavori classici presenti. La seconda, che si intitola «Il cibo della mente nel cuore di Milano», allestita nella Sala Maria Teresa della Biblioteca Nazionale, dà l'occasione di conoscerne i tesori segreti: si tratta di manoscritti miniati provenienti da tutto il mondo a partire dall'XI secolo, antichi libri a stampa rari e figurati, autografi di grandi letterati come Alfieri e Manzoni, ex libris, fotografie, dipinti e curiosità, tra cui lo scrittoio da viaggio di Ugo Foscolo. La fase seguente prenderà il via il 28 luglio: con la manifestazione «Accademia aperta» professori e studenti saranno impegnati per tutta l'estate ad accogliere il pubblico, in una inedita passeggiata attraverso aule e laboratori per scoprire spazi sconosciuti e attività didattiche. In più sono in programma altre rassegne sulla contemporaneità. In Sala Napoleonica, mescolandosi ai pezzi della storica gipsoteca braidense, l'esposizione «Ai confini del quadro. Brera anni Sessanta-Settanta» ricostruirà lo straordinario clima artistico del quartiere e dell'Accademia dopo la metà del Novecento con opere oggettuali di Fontana, Agnetti, Manzoni, Munari, Castellani, Bonalumi e molti altri autori. Mentre installazioni «site specific» di Bagnoli, Curran, Lim, Pistoletto e Richter rivoluzioneranno tutti gli ambienti del Palazzo, compresi l'Orto Botanico e la Cupola Schiaparelli dell'Osservatorio. Tutte le mostre sono accompagnate da volumi editi da Johan Levi.