Traballa il progetto del turismo d'elite TERESA CANNAROZZO L'introduzione dell'articolo 14 (legge obiettivo per il turismo di qualità) nel decreto sulla competitività, proposto dall'onorevole Guido Crosetto di Forza Italia merita qualche considerazione. La proposta di cedere in concessione beni demaniali costieri per un periodo di 90 anni al fine di impiantare strutture alberghiere di qualità e case da gioco, al fine di contribuire al decollo dell'economia del Mezzogiorno, in deroga a qualunque previsione urbanistica e di tutela vigente, è la cosiddetta ciliegina sulla torta. La trovata si inserisce perfettamente infatti in quella linea di pensiero e di azione più volte esplicitata dall'attuale maggioranza politica al governo del paese sintetizzabile nell'obiettivo di rastrellare risorse economiche comunque e dovunque, senza andare troppo per il sottile. BASTI ricordare due delle performance più significative dell'attuale maggioranza politica al governo del Paese. Prima: la cartolarizzazione, cioè la vendita del patrimonio immobiliare pubblico, con la conseguenza di un gran numero di sfratti agli inquilini di case di proprietà di enti pubblici, per non parlare delle implicazioni squisitamente culturali sulla alienazione del patrimonio edilizio storico. Seconda: la deregulation urbanistica con l'ingresso sempre più invasivo del privato nelle decisioni urbanistiche, consacrato nella legge nazionale sul "governo del territorio" nota come legge Lupi, fortunatamente bloccatasi per mancanza di copertura finanziaria. A onor del vero l'insofferenza verso le regole dell'urbanistica (i cosiddetti lacci e lacciuoli che impediscono la libera iniziativa degli imprenditori privati) si è manifestata da più di un decennio e ha prodotto il varo di stru-menti urbanistici che prevedono l'affermazione del partenariato pubblico-privato, il ruolo crescente del partner privato e la deroga sistematica alle norme contenute negli strumenti urbanistici. Ci riferiamo ai cosiddetti"programmi complessi" tra cui si annoverano i Pit (Programmi integrati di intervento) i Prusst (Programmi di riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile del territorio). Iniziative promosse da privati, spesso sostenute da finanziamenti europei, con percorsi accelerati di progettazione e di approvazione, a scapito della qualità progettuale e della trasparenza delle procedure. Su tutto ciò, diciamo la verità, non c'è stato un grande interesse e un adeguato atteggiamento critico da parte delle forze politiche del centrosinistra, che sono sembrate tendenti a sposare tout-court le innovazioni, dimenticando forse che la paleourbanistica affidata al soggetto pubblico garantiva nonostante alcune innegabili rigidezze irrinuciabili fasi di pubblicizzazione delle scelte urbanistiche e di democrazia partecipativa: pubblicazione dei piani, osservazioni e opposizioni dei cittadini e dei soggetti portatori di interessi collettivi come le associazioni culturali e ambientaliste. Le procedure accelerate, gli "sportelli unici" e i "silenzi-assenso" rendono molto difficile l'informazione e la conoscenza delle iniziative proposte dal privato di turno. Nell'articolo proposto da Crosetto troviamo tutti gli ingredienti di cui sopra tendenti a spianare la strada del privato. Gli stessi contenuti e obiettivi erano stati dichiarati più volte in precedenza da Gianfranco Miccichè, in varie interviste rilasciate da quando ha assunto la carica di ministro per la Coesione territoriale con particolare riferimento allo sviluppo del Mezzogiorno. Ascoltando e leggendo le interviste dei suddetti politici c'è da chiedersi in che misura essi conoscano il Mezzogiorno, le relative angosciose problematiche, le straordinarie risorse territoriali, ancorché sottoutilizzate, e che cosa intenda il ministro Miccichè per «coesione territoriale». Il Mezzogiorno, come è noto, è una terra di forti squilibri e di grandi contraddizioni: abbandono e spopolamento delle aree interne, congestione delle aree costiere, inquinamento marino di natura antropica, carenza di infrastrutture territoriali di collegamento, dissesto idrogeologico, carenza idrica, crescita delle città con carenze di attrezzature e servizi pubblici, degrado e abbandono dei centri storici, dismissioni industriali e crollo degli indotti, agricoltura precaria. A ciò fanno da contraltare la ricchezza del patrimonio naturalistico, paesaggistico, storico, archeologico, culturale ubicato anche in aree interne e poco conosciute la qualità architettonica e paesaggistica dei centri storici, la gastronomia e alcune piccole produzioni pregiate che cominciano ad affermarsi, una nuova attitudine imprenditoriale nel settore dell'agriturismo e del turismo rurale che utilizza una piccolissima parte della grande quantità di manufatti storici diffusi nel territorio. Da non dimenticare, ovviamente, l'ipoteca della criminalità organizzata su qualsivoglia iniziativa. L'articolo 14 mette su carta le intuizioni del ministro Miccichè sul ruolo salvifico del turismo d'elite, per il decollo del Mezzogiorno, tramite le procedure deregolatorie di cui si è già detto e che sono state evidenziate da vari commentatori sulla stampa nazionale. Altri hanno evidenziato giustamente che l'impresa mafiosa che è l'unica ad avere capitali da investire nel Mezzogiorno correrebbe a vele spiegate a cogliere le opportunità offerte dalla nuova normativa, ivi compresa la possibilità di aprire case da gioco, che come tutti sanno, servono egregiamente a ripulire il denaro di provenienza sospetta. Ma i problemi sono anche altri e investono il ruolo che può avere realisticamente il turismo per contribuire allo sviluppo economico delle comunità del Mezzogiorno. Infatti la crisi dei sistemi produttivi tradizionali sembra affidare lo sviluppo del territorio delle regioni meridionali quasi esclusivamente all'incremento delle economie derivanti dall'attività turistica, invocata sistematicamente, ma in maniera piuttosto astratta, nei documenti delle forze politiche e sempre più presente nei progetti di sviluppo locale, anche se in forme disorganiche e di dubbia efficacia. A tali manifestazioni di indirizzo programmatico non è comunque corrisposta una crescita del settore turistico come rivelano dati e statistiche recenti. Il turismo, per diventare una attività produttiva di rilievo, deve fare parte di un progetto politico complessivo, in grado di intervenire non solo su tutta la filiera dell'offerta turistica, ma anche sulla riqualificazione del territorio, sul ripristino dell'equilibrio ambientale, sull'integrazione dei collegamenti territoriali, sull'incremento della portualità. L'offerta turistica della Sicilia, al centro del Mediterraneo dove confluisce il 35 per cento del turismo mondiale è ancora poco articolata per genere (prevalenza del turismo balneare), per durata (il periodo estivo) e concentrata su poche località per altro non sempre pienamente utilizzate (Palermo, Agrigento, Siracusa, Taormina, Cefalù, Eolie). Sicuramente non basta il cosiddetto turismo d'elite (alberghi a cinque stelle, campi da golf e case da gioco) specie se destinato a congestionare ulteriormente le fasce costiere a dare una spinta significativa e sana allo sviluppo delle comunità locali. Una autentica sensibilità verso la «coesione territoriale» dovrebbe indurre il governo a occuparsi del Mezzogiorno in maniera più organica, guardando anche alle risorse potenziali espresse dalle aree interne come parchi e riserve naturali, aree archeologiche, centri storici, produzione agricola ed enogastronomica di qualità. Risorse straordinarie, che comunque non riescono ancora a fare "sistema" e a diventare attrattori di varie tipologie di turismo. Il ministero della «coesione territoriale» forse dovrebbe iniziare ad applicare sul campo la ragione sociale che lo definisce. TERESA CANNAROZZO
la Repubblica
7 Giugno 2005
SICILIA: Traballa il progetto del turismo d'elite
TE
Teresa Cannarozzo
la Repubblica
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
Eddyburg · 5 Giu 2005
SUD: Turismo d'élite, mezzogiorno e coesione territoriale.
Eddyburg · 18 Set 2005
LEGGI URBANISTICA E REGIONE SICILIA: Lupi e volpi
la Repubblica · 28 Set 2005
SICILIA: Riforma urbanistica velleitaria
la Repubblica · 7 Mar 2006
SICILIA: II ritorno inutile del piano colore
la Repubblica · 25 Mar 2007
PALERMO - Un riassetto urbanistico per salvare le aree verdi
la Repubblica · 15 Gen 2008
SICILIA - Belice, una ricostruzione fallita
la Repubblica · 8 Lug 2008
SICILIA - un assessore impreparato sulla gestione dei monumenti
la Repubblica · 3 Mar 2009
SICILIA - una piazza giardino nell'area Quaroni
la Repubblica · 28 Mar 2009
Il ruolo della Curia nel recupero del centro storico
Eddyburg · 26 Gen 2010
Ingegneri sventratori nel centro storico di Agrigento, sponsor Bertolaso
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
La Stampa · 9 Giu 2003
Così abbiamo trovato in un caveau il tesoro di Nimrud. Intervista a Piero Cordone
il Giornale · 9 Giu 2003
La favola anti Usa dei saccheggi d'arte a Bagdad
il Sole 24 Ore · 8 Giu 2003
862003 - Sta tornando il centralismo?
Corriere della Sera · 8 Giu 2003
Albertini: coloriamo la facciata del Duomo
Corriere della Sera · 8 Giu 2003
Italia Nostra: salviamo l'immagine della piazza. Un accordo con i commercianti per il decoro
Il Giornale dell'Arte · 10 Giu 2003
Guardiamo gli spagnoli: non ha senso distinguere tutela e valorizzazione
Il Messaggero · 10 Giu 2003
Urbani: pene più severe per chi traffica in arte
Il Messaggero · 10 Giu 2003
Predatori di storia a pagamento
Il Messaggero · 10 Giu 2003
Intercettati tra Svizzera e Usa i tesori d'arte saccheggiati in Iraq
Il Tempo · 11 Giu 2003
In Svizzera via Italia i tesori iracheni rubati
Fonte non specificata · 12 Giu 2003
A Roma il 20 giugno convegno promosso da Italia Nostra: La gestione dei beni culturali tra devolution e privatizzazione
Avvenire · 12 Giu 2003
1262003 - L'investigatore: Ritrovamenti più facili quando funziona il coordinamento fra i Paesi
Avvenire · 12 Giu 2003
Rilanciare i centri storici, ma senza l'effimero
Avvenire · 12 Giu 2003
Recuperata preziosa tavola del Parmigianino: 4 arresti
il Giornale · 12 Giu 2003
II Parmigianino torna a casa
il Giornale · 12 Giu 2003
La preziosa tavola trafugata era stata nascosta in Francia
L'Espresso · 13 Giu 2003
1362003 - Palazzo Grassi, bilanci magri
Giornale di Sicilia · 13 Giu 2003
Tutela dei beni monumentali. Un dossier di Legambiente
il Giornale · 14 Giu 2003
Il presidente della Biennale di Venezia, Bernabè: Per me l'arte significa business
Liberazione · 14 Giu 2003
Biennale di sogni, conflitti e... mercato