CARO DOTT. Augias, abbiamo appreso che il Comune di Castellammare del Golfo (Trapani) starebbe per notificarci un atto che impone il libero accesso all'interno della cinta muraria del complesso monumentale della Tonnara di Scopello. È uno dei più importanti complessi monumentali costieri italiani, privo di fascia demaniale, sottoposto al codice dei Beni culturali e del paesaggio, altresì protetto come sito di interesse comunitario e zona a protezione speciale. Pur essendo una proprietà privata fin dalla sua edificazione, che risale al Medioevo, pur avendo vinto ogni controversia giudiziaria contro il Comune che imponeva il libero accesso per la balneazione, noi proprietari consentiamo l'ingresso del pubblico per 365 giorni l'anno, in modo regolamentato con la Soprintendenza e con un biglietto di 3 euro, così come avviene alla limitrofa Riserva dello Zingaro ed in qualsiasi altro monumento nel mondo. Il ricavato copre le spese, contribuisce al restauro e al mantenimento del sito, senza ricevere alcun contributo pubblico. Svolgiamo cioè un servizio al pubblico senza gravare sulle casse dello Stato. Non solo. Locando anche il sito e le abitazioni condividiamo con chi lo desidera anche gli spazi riservati alla proprietà. Garantiamo così la sostenibilità economica di un immobile storico complesso e fragile, contemperando tutela e conservazione con la fruizione regolamentata del pubblico: circa 70 mila persone, senza contare gli ospiti residenti. Questo turismo culturale ha importanti ricadute sull'economia locale anche per via di film, spot, cataloghi di moda ed eventi internazionali qui ambientati. Arch. Leonardo Foderà amministratore e comproprietario DELLA TONNARA di Scopello conosco purtroppo solo le foto esistenti in rete. Bastano a far capire che cosa sia in gioco: un tratto di costa di incomparabile bellezza con alcuni antichi edifici che la sovrastano, meticolosamente restaurati e conservati. La minaccia del Comune, al di là delle pressioni o delle intenzioni che possono averla motivata, pone in realtà un problema tipico delle civiltà di massa. È lecito, è bene, aprire tutto a tutti indiscriminatamente? O ci sono luoghi, compresi quelli naturali, che vanno tutelati? La cui fruizione dev'essere sottoposta a regole e vincoli? Molti anni fa ho vissuto un'esperienza del genere per il Parco nazionale d'Abruzzo inaugurato nientemeno che nel 1922, tra i primi in Europa, seriamente minacciato negli anni Settanta dalla speculazione edilizia e da un uso e abuso indiscriminato di gitanti la cui esuberanza sconfinava non di rado nel vandalismo. In una certa misura quella battaglia fu vinta grazie all'impegno del Wwf e personalmente di Fulco Pratesi. Lo stesso dilemma sembra proporsi per Scopello in una zona difficile quale la provincia di Trapani. Vedremo se e come l'amministrazione saprà conciliare il godimento di un bene e la doverosa conservazione del territorio.