PADOVA. Circa duemila pezzi di design assicurati per due milioni di euro. È questa la collezione che nel 2008 Giuseppe Bortolussi aveva affidato, a titolo gratuito, al Comune di Padova, con lo scopo di allestire un'esposizione permanente. «Quando Bortolussi ci consegnò questi pezzi - racconta Andrea Colasio, ex assessore alla Cultura di Padova - chiedemmo alla Scuola italiana di design di catalogarli. Fu subito evidente il notevole interesse artistico della collezione. Molti ironizzavano che Bortolussi facesse spese nei mercatini, ma in realtà aveva oggetti molto pregiati. Per Padova sarebbe potuta essere una ricchezza». I letti di Philippe Stark, gli arredi di Vico Magistretti e Achille Castiglioni, la Wiggle Side Chair di Franck Gerhy. E ancora le macchine da scrivere Olivetti disegnate da Nizzoli, già esposte al Museum of Moder Art di New York. Sono solo alcuni dei pezzi raccolti dal segretario della Cgia di Mestre nel corso degli anni. «In un primo momento avevamo conservato questi articoli in un capannone nel nucleo industriale - continua a raccontare Colasio - ma poi, nel 2012, li abbiamo trasferiti nel Castello dei Carraresi, con l'obiettivo di trasformare il piano terra in uno spazio espositivo dedicato al design e all'arte contemporanea. La nostra idea era quella di coinvolgere anche le industrie venete che lavorano in questo campo». Da allora, sono state quattro le mostre allestite con la collezione Bortolussi. Una di queste, al centro San Gaetano in via Altinate, era dedicata proprio alle tante macchine da scrivere. Al momento, tutti i pezzi della collezione sono conservati in quelle che erano le lavanderie delle ex carceri, all'interno del castello, in attesa che terminino i lavori di ristrutturazione. «La nostra preoccupazione, però - aggiunge Colasio - è che lasciando lì la collezione, senza che questa venga esposta, la famiglia Bortolussi possa riprendere in mano la convenzione e spostare la collezione in un'altra sede. La città di Brescia, per esempio, aveva espresso grande interesse per questi oggetti. La collezione è davvero unica. Sarebbe un'occasione persa». Spetterà ora alla nuova amministrazione comunale affrontare la questione. «Avevo sentito personalmente Bortolussi al telefono un paio di volte, e dovevamo accordarci per vederci», racconta Flavio Rodeghiero, attuale assessore alla Cultura. Ma non ce n'è stato il tempo. «Fra qualche giorno, dopo aver parlato con il sindaco, incontreremo la famiglia per capire il da farsi - conclude Rodeghiero - in quanto il comodato attuale prevede una scadenza nel 2018».
Padova. Da Stark a Gerhy, quella passione per il design. Collezione unica, non lasciamola in un deposito
Il Comune di Padova ha una collezione di circa duemila pezzi di design, donati dal designer Giuseppe Bortolussi nel 2008. La collezione, che include oggetti di famosi designer come Philippe Stark, Vico Magistretti e Achille Castiglioni, è stata conservata in un capannone e successivamente trasferita nel Castello dei Carraresi, dove è stata esposta in quattro mostre. Tuttavia, la collezione è stata trasferita in un'altra sede, le ex lavanderie delle ex carceri, in attesa dei lavori di ristrutturazione. La famiglia Bortolussi ha espresso interesse per riprendere la convenzione e spostare la collezione in un'altra sede, come la città di Brescia.
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