Il sindaco Buonajuto: oltraggio a un parco archeologico diventato eccellenza nel mondo. Un cartello sui cancelli affisso solo dopo le 13 Via centinaia di comitive Un lunedì rovente per i turisti che volevano visitare gli scavi. In tutti i sensi. Oltre al calore dei 40 gradi, nel primo pomeriggio ci si è messa l'improvvisa chiusura dei cancelli del sito archeologico. Il motivo? «Carenza di personale», si legge nel cartello improvvisato affisso all'ingresso principale. Fino a tarda mattinata, la giornata era proseguita regolarmente con circa cinquecento ingressi (la media giornaliera di questo periodo si aggira ben oltre i mille visitatori quotidiani). Poco dopo le 13, i cancelli sono stati chiusi senza alcun preavviso, provocando attimi di smarrimento tra i visitatori costretti a restare fuori senza nessuna ulteriore spiegazione e, paradossalmente, anche per gli ultimi «fortunati» riusciti a entrare prima della chiusura, ma impossibilitati a uscire perché tutti i varchi erano sbarrati. A provocare l'imprevista chiusura al pubblico è stata la mancanza di custodi. E stata una sola assenza per malattia la goccia che ha fatto traboccare il caso: l'organico già ridotto all'osso da personale sottodimensionato, pensionamenti e nessun turnover negli ultimi anni, non è stato più in grado di garantire la sicurezza del sito. Per questo motivo, i dipendenti di comune accordo con la Soprintendenza archeologica hanno deciso la totale chiusura degli Scavi: «Non ce la facciamo più: l'area è grande, i visitatori sono tanti e noi eravamo appena in sei a presidiare gli ingressi e l'intero parco archeologico - è la lamentela di uno dei custodi in servizio ieri mattina -. Da anni ripetono che si faranno le assunzioni di nuovo personale, ma intanto non cambia niente. Cosa dovevamo fare? Far pagare ai turisti un biglietto di undici euro per un giro in un parco con quasi tutti gli spazi chiusi al pubblico per mancanza di personale?». Già da settimane, infatti, la situazione degli Scavi di Ercolano si reggeva su equilibri precari: proprio a causa della carenza di addetti alla custodia, alcune domus vengono chiuse al pubblico a rotazione. Una circostanza confermata dalla stessa Soprintendenza: «A Ercolano ci sono solo 35 unità lavorative divise su cinque turni. Il che significa disporre di un massimo di 67 custodi per turno per un'area di 4,5 ettari, dotata di 3 ingressi - si legge in una nota -. Ieri,.l'assenza imprevista per malattia di poche unità.di servizio, ha reso impossibile per motivi di sicurezza l'apertura del sito». I più delusi di tutti, però, sono stati i visitatori. Ieri, poi, era una giornata particolare: tutti i lunedì fanno scalo a Napoli le navi da crociera, per cui tante persone decidono di fare un'escursione all'interno degli Scavi. Sono stati una decina i mini-van che trasportavano turisti stranieri costretti a fare retromarcia dinanzi ai cancelli chiusi: «Avevamo scelto Ercolano perché ci avevano detto che era tenuto meglio di Pompei e invece abbiamo finito per non vedere nessuna delle due...», dice sconsolato il più anziano di una comitiva proveniente da Washington. Malumore anche da parte del sindaco di Ercolano: «Questi disagi danneggiano enormemente la città e un parco archeologico che negli ultimi anni è diventato una delle eccellenze nel panorama culturale italiano - dice Ciro Buonajuto -. Mi auguro che l'emergenza rientri immediatamente: domani verranno inaugurate le visite notturne all'interno degli Scavi e dovrà essere uno spettacolo unico per mettere in mostra il patrimonio di una città candidata a diventare Capitale Italiana della Cultura per il 2016». Trai più arrabbiati, inoltre, i gestori degli chalet all'ingresso degli Scavi: «Quella di oggi è solo l'ultima goccia - attaccano -. Sono anni che denunciamo i disservizi del sito, ma nessuno ci sta a sentire».
ERCOLANO - Custode malato, Scavi chiusi: l'ira dei turisti
Il sindaco di Ercolano, Ciro Buonajuto, ha dichiarato che la chiusura del parco archeologico è un oltraggio e che la situazione è diventata "eccellenza nel mondo". La chiusura è stata causata dalla mancanza di personale, con solo 35 unità lavorative per cinque turni e 67 custodi per turno per un'area di 4,5 ettari. I visitatori sono stati costretti a restare fuori senza alcun preavviso, provocando attimi di smarrimento e delusione. Il sindaco ha affermato che la situazione è danneggiante per la città e che l'emergenza dovrebbe rientrare immediatamente.
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