L'Assemblea sotto il fuoco incrociato delle polemiche anche per la riforma degli appalti bloccata in aula, protestano sindacati e imprenditori dell'edilizia Governo e Assemblea regionale sotto il fuoco di fila delle critiche per due provvedimenti che interessano il mondo dell'edilizia, quello sui centri storici quasi approvato, la riforma degli appalti da troppo tempo bloccata. Sui centri storici tornano ad infiammarsi le polemiche, il ddl denominato "Norme per favorire il recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici" che domani sarà approvato con il voto finale dell'Ars. Ma gli ambientalisti annunciano nuove proteste. "Un attacco speculativo senza precedenti - lo definisce Leandro Janni, presidente Italia Nostra Sicilia - che arriva proprio nel momento in cui la Sicilia riceve il settimo riconoscimento Unesco per il suo speciale patrimonio arabo-normanno". Per Italia Nostra si tratta della seconda legge che rischia di favorire nuovi abusi: "Dopo la sconcertante decisione di appena un mese fa di riaprire una sanatoria edilizia che apre la strada a migliaia di nuovi condoni in Sicilia - afferma l'associazione in una nota - l'Assemblea Regionale Siciliana sferra un altro pesante attacco al patrimonio architettonico e paesaggistico dell'Isola". "Mi chiedo come mai tutto ciò possa ancora accadere - sottolinea il presidente nazionale Marco Parini - Le nostre sezioni siciliane e Italia Nostra tutta si stanno impegnando in una campagna di sensibilizzazione sulla popolazione nonché con appelli verso i politici locali e ha già ricevuto l'appoggio di importanti urbanisti". L'iter della legge era stato sospeso a marzo proprio per le aspre critiche delle associazioni culturali e ambientaliste e del mondo universitario. "Il provvedimento - ricorda Janni - tornò in IV commissione Ambiente e Territorio, dove siamo stati riascoltati. Tutto ciò non è servito a nulla. Alla luce di quanto letto nel testo finale dell'articolato di legge, non possiamo che confermare le nostre critiche e osservazioni in ordine al nefasto provvedimento legislativo". "Esso, infatti, appare conforme alla logica rozza e sbrigativa dello "Sblocca Italia" - continua Italia Nostra - In ossequio ai dettami contemporanei del fare, proponendosi di rilanciare l'asfittico comparto edilizio e invogliando i cittadini a effettuare interventi di ristrutturazione negli antichi fabbricati". Ma per fare questo, secondo gli ambientalisti "il disegno di legge intenderebbe superare le note "difficoltà di elaborazione e approvazione dei piani particolareggiati", consentendo interventi diretti e immediati sulle singole unità edilizie, bypassando dunque i tradizionali, imprescindibili strumenti urbanistici e pianificatori. Per raggiungere tali obiettivi, la proposta legislativa si fa portatrice di una preoccupante e sconcertante serie di "semplificazioni", ricorrendo a regole generiche e sommarie, uguali per tutti i comuni dell'isola - da Siracusa a Ragusa Ibla, da Catania a Palermo, da Trapani a Caltanissetta. E' evidente che in tal modo si considera secondario, assolutamente marginale, l'obiettivo basilare della tutela e della conservazione del patrimonio storico e artistico, indicato chiaramente dall'art. 9 della Costituzione". Sindacati e imprese del settore edile, intanto, lanciano l'allarme sulla riforma degli appalti bloccata all'Ars. "Troppe opere che crollano, troppi incidenti mortali nei cantieri, centinaia di chiusure di imprese e oltre centomila licenziamenti scrivono in una nota congiunta i sindacati Fillea-Cgil, Filca-Cisl, Feneal-Uil e le associazioni Ance Sicilia, Confapi Sicilia e Anaepa-Confartigianato - l'edilizia in Sicilia sconta non solo le conseguenze della crisi, ma anche gli effetti di un mercato inquinato dalla concorrenza sleale di imprese opache che risparmiano su tutto grazie alla mancanza di trasparenza e di controlli, alla corruzione, alla pressione della criminalità organizzata sulle procedure di affidamento dei lavori". IIl disegno di legge di riforma degli appalti all'esame dell'Ars, frutto anche del lavoro congiunto delle 21 sigle fra sindacati, associazioni datoriali e dei tecnici professionisti riuniti nella Consulta regionale delle costruzioni, per le associazioni edili "blocca i fenomeni delle "cordate" e dei ribassi eccessivi e rappresenta l'occasione per garantire finalmente l'accesso alle gare solo alle imprese sane che applicano le norme sulle forniture, che rispettano i diritti dei lavoratori e che investono sulla sicurezza nei cantieri. E' la svolta attesa dal comparto per uscire dalla crisi e ricominciare ad usare i termini lavoro e assunzioni". I sindacati Fillea-Cgil, Filca-Cisl, Feneal-Uil e le associazioni Ance Sicilia, Confapi Sicilia e Anaepa-Confartigianato, "temendo che le polemiche sulla legittimità costituzionale della norma, lungi dal celare l'intenzione di proteggere interessi oscuri, finiscano per interrompere il dibattito a Sala d'Ercole, si sono riuniti d'urgenza nel fine settimana per lanciare un monito ai deputati dell'Ars, affinché approvino questa norma entro domani, prima della finestra legislativa dedicata all'assestamento di bilancio. I lavoratori e gli imprenditori si aspettano che i parlamentari regionali tutti colgano senza indugio questa occasione storica e irripetibile di imprimere una svolta di trasparenza e legalità al settore delle opere pubbliche che finora in Sicilia è stato terra di conquista per bande criminali. Nel momento in cui il presidente dell'Autorità nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, insiste sul fatto che la corruzione è un cancro radicato nella società che va combattuto senza tentennamenti, i deputati dell'Ars dicano chiaramente da che parte stanno e dimostrino concretamente, approvando il disegno di legge di riforma degli appalti in Sicilia, di volere alzare un argine contro l'infiltrazione della criminalità organizzata e i malaffari dei re delle 'cordatè e dei ribassi 'magici'. Su questa norma i deputati dell'Ars si giocano la credibilità a livello nazionale riguardo alla lotta alla mafia e alla corruzione, all'impegno per la trasparenza e la legalità, alla salvaguardia dell'occupazione e della vita dei lavoratori".
SICILIA - Ars, la legge sui centri storici al voto finale fra le accuse degli ambientalisti
L'Assemblea regionale siciliana è sotto il fuoco incrociato per due provvedimenti che interessano il mondo dell'edilizia. Il ddl sui centri storici è quasi approvato, ma gli ambientalisti annunciano nuove proteste. L'associazione Italia Nostra si è sciolta per criticare il provvedimento, che considera un attacco speculativo contro il patrimonio edilizio di base dei centri storici. La legge sarebbe stata sospesa a marzo per le aspre critiche delle associazioni culturali e ambientaliste. Il disegno di legge di riforma degli appalti è stato bloccato all'Ars, frutto del lavoro congiunto delle 21 sigle fra sindacati, associazioni datoriali e tecnici professionisti.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo