Per gli ambientalisti di Italia Nostra e gli attivisti del comitato No Crescent la decisione del Tribunale è un tassello a favore nella strada che può condurre all'abbattimento dell'emiciclo di Bofill. «Un altro problema giudiziario per De Luca» è il primo commento a caldo dell'avvocato Oreste Agosto che nel processo si è costituito parte civile per Italia Nostra. Poi spiega: «Aspettiamo le motivazioni ma per noi sul Crescent non c'è soluzione, perché con l'annullamento delle autorizzazioni paesaggistiche disposto dal Consiglio di Stato è tutto abusivo. Quindi non si può sanare, bisogna prima abbattere e poi ridisegnare quest'area, purtroppo martoriata. Questo è il diritto, questo è il codice dei beni culturali». Secondo il legale la giustizia amministrativa, annullando le vecchie autorizzazioni paesaggistiche, ha reso il Crescent insanabile. «Noi lo abbiamo sempre detto incalza che il codice dei beni culturali non consente la sanatoria di un'opera abusiva». Cosa fare dell'area, su cui la Soprintendenza ha emesso nuove autorizzazioni favorevoli al Crescent, è altra materia contesa. Non a caso Italia Nostra e comitato del "no" chiedono da mesi un incontro con la nuova soprintendente Francesca Casule. Non ci ha fatto sapere nulla lamenta ci auguriamo che non sia come i predecessori. Ma sia chiaro: tutti coloro che collaboreranno nel fare cose antigiuridiche passeranno per la giustizia».
SALERNO - Ambientalisti soddisfatti Quel mostro va abbattuto
Il Tribunale ha annullato le autorizzazioni paesaggistiche per l'emiciclo di Bofill, un'opera architettonica a Barcellona. Questa decisione è stata accolta con favore dagli ambientalisti di Italia Nostra e gli attivisti del comitato "no" al Crescent. L'avvocato Oreste Agosto ha dichiarato che la decisione è un tassello a favore nella strada che può condurre all'abbattimento dell'emiciclo. Secondo Agosto, il codice dei beni culturali non consente la sanatoria di un'opera abusiva e l'area deve essere abbattuta e poi ridisegnata.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo