Un tempo i benefattori erano numerosi, oggi ci sono, ma scarseggiano. Le spese, però,aumentano, soprattutto dopo la tempesta di vento che si è abbattuta sul nostro territorio il 5 marzo scorso. Al Monastero delle Benedettine di Santa Maria a Ripa, a Montecatini Alto, quelle raffiche spaventose di grecale hanno provocato parecchi danni: cioè il crollo di una parte del tetto, sul lato che si affaccia in via Vittorio Veneto. Il conto è piuttosto salato: circa 70.000 euro, soldi che le suore non hanno. «Io ho sempre confidato nella generosità delle persone e delle istituzioni, ma la situazione è molto critica. Il regalo più bello sarebbe che qualcuno possa contribuire alla copertura di questa ingente spesa». A parlare è la Madre Superiora Sofia Pacini, dal 3 maggio 1976 in servizio al Monastero di via Porta di Borgo, costruito nel XVI secolo e unico rimasto nella Diocesi di Pescia, dove risiedono cinque monache in "vita contemplativa". Sabato 11 luglio, suor Sofia festeggerà i cinquant'anni di professione monastica: alle 17, nella chiesetta di fianco al convento, verrà celebrata la messa in suo onore officiata dal vescovo di Massa Marittima e Piombino, Monsignor Carlo Ciattini. Per l'occasione, la madre superiora rivolge un appello ai fedeli: «Il Monastero è un bene prezioso di tutta la Valdinievole, essendo il solo ancora aperto. Con grandi sforzi e dignità, aiutati dai cittadini e da alcune aziende locali, siamo riuscite a mantenerlo in piedi. Credo che sia un interesse di tutti volergli bene. Questo edificio monastico, nel corso del 1500, fu fondato dai montecatinesi, dalle istituzioni laiche: una lapide che si trova nel parlatorio grande ricorda l'avvenimento. Ci rivolgiamo al territorio per chiedere un sostegno per affrontare questa spesa imprevista, per proteggere un luogo dove è messo in evidenza il silenzio e la sacralità». Già la Regione Toscana ha respinto una richiesta di aiuto economico avanzata dalle monache nel bando per il risarcimento dei danni causati dal vento: Firenze, infatti, considera il Monastero non alla pari di una prima casa, requisito fondamentale per accedere ai contributi stanziati per il grave evento meteorologico. Stesso discorso per la Soprintendenza ai beni storici e architettonici, che pone vincoli sulla struttura e nega una forma di finanziamento. Ma suor Sofia non si dà per vinta: «Noi non viviamo qui egoisticamente, svolgiamo la nostra professione per gli altri, abbracciamo tutto il mondo, le persone e la natura. Sono convinta che i cittadini e le istituzioni ci aiuteranno». Il convento e la chiesa di Santa Maria a Ripa fanno anche parte degli itinerari turistici (con tanto di pannello informativo) promossi dal Comune di Montecatini. Ma il tetto non è l'unico problema. C'è infatti chi viola questi edifici sacri con atti vandalici di ogni tipo. «Azioni di cui non voglio parlare», glissa la Madre Superiora. La preoccupazione è tanta e così le monache hanno deciso di installare un sistema di videosorveglianza con quattro telecamere. Gli occhi elettronici sono puntati sul perimetro esterno del complesso monastico e all'interno della chiesa, che resta aperta ogni giorno fino alle 18. «Vogliamo solo salvaguardare questo luogo di preghiera», chiude suor Sofia.