Anche Bologna avrà il suo il suo Memoriale della Shoah. All'angolo tra via Carracci e il ponte Matteotti. Cinque giorni fa la giuria del concorso internazionale voluto dalla Comunità Ebraica ha scelto il progetto migliore. Hanno vinto 5 giovani architetti romani: tutti poco più che trentenni. Nel 2016 Bologna avrà il suo Memoriale in ricordo della Shoah. Cinque giorni fa la giuria del concorso internazionale promosso nel gennaio 2015 dalla Comunità Ebraica cittadina ha scelto, fra i quattro finalisti, il progetto migliore. Hanno vinto 5 giovani architetti romani: tutti poco più che trentenni e non ancora riuniti in un loro studio associato (vedi intervista sotto). Primi fra le 284 proposte arrivate nella fase iniziale (750 progettisti), il 30 delle quali da ogni angolo del mondo, con architetti famosi come Zvi Hecker, che ha realizzato il Museo di Tel Aviv. Il monumento sorgerà all'estremità della nuova stazione dell'Alta Velocità, all'angolo fra via Carracci e il ponte Matteotti, e sarà pronto per l'inizio del prossimo anno, in tempo per celebrare la Giornata della Memoria del 27 gennaio. Opera essenziale, geometrie in metallo, di grande impatto visivo e con forti aspetti esperenziali. Tagliente, scarna e dura come fu la vita nei campi di concentramento durante l'Olocausto. Promossa quasi all'unanimità dalla giuria presieduta dall'architetto Peter Eisenman, autore del Memoriale di Berlino, insieme a Felipe Goodman del Temple Beth Sholom di Las Vegas, congregazione che ha contribuito più di tutti nel sostenere il concorso, finanziato anche dalla Fondazione del Monte con 120 mila euro (oltre al supporto del Comune di Bologna, dell'Ordine degli Architetti e delle Ferrovie dello Stato). «Sono molto soddisfatto, siamo stati nei tempi previsti e abbiamo un progetto di calibro internazionale che copre le aspettative, soprattutto culturali, che ci eravamo prefissati», dice il presidente della Comunità Ebraica di Bologna, l'architetto Daniele De Paz. «È un'opera che emoziona e farà fermare il passante, scatenando in lui emozioni e stimolando delle riflessioni». E da lì, da quel futuro nuovo corner ricco di sentimenti e suggestioni, che quando tutto sarà a regime diventerà la piazza d'accesso per la nuova stazione dell'AV, passerà tantissima gente. Uno spazio simbolico e di connessione anche per la città, fra la parte storica e l'espansione dei primi del '900: una ricucitura. Adesso si avvierà un dialogo con la Soprintendenza, con le Ferrovie dello Stato e partirà l'iter per realizzare un'opera pubblica. Intanto il 6 settembre, in Sala Borsa, in occasione della Giornata della Cultura Ebraica ci sarà l'evento di premiazione dei vincitori (Peter Eisenman arriverà invece a Bologna a fine mese) e una grande mostra dedicata alla presentazione di tutti i progetti partecipanti, una settantina dei quali su pannello. F. P.