«È stato proprio fotografando le cose che c'erano intorno a me che ho cercato di scoprire cosa c'era dietro a queste cose, quello che c'era al di là». Così rispondeva il grande Michelangelo Antonioni a chi gli chiedeva del suo fotografare. Affermando di fatto che solo la fotografia può dire il cambiamento in atto; afferrare il prima e il dopo. A raccontarci di come è cambiato e di come sta cambiando il paesaggio del Nord-Est è proprio la fotografia in un festival a lei dedicato. Giunto alla sua quinta edizione, apre oggi a Villa Brandolini a Pieve di Soligo, Treviso, il «Festival F4 un'idea di Fotografia», promosso dalla Fondazione Francesco Fabbri in collaborazione con il comune trevigiano. Il Festival quest'anno ha scelto di raccontare i paesaggi del Nord-Est. Mutati dalle contraddizioni sociali, dalla crisi. Paesaggi con volti nuovi, abitati da nuove identità. Una riflessione antropologica importante che nasce dal grembo verde della Pedemontana, in quei luoghi dove nacque e scrisse il poeta Andrea Zanzotto. Una perla del territorio Veneto. Eppure anch'essa soggetta a cambiamenti, sociali e territoriali. L'esposizione si snoda a partire da «Omaggio a Gabriele Basilico. Ricognizioni sulla Terraferma», un corpus di oltre sessanta opere esposte con la curatela di Riccardo Caldura e Carlo Sala. Fra queste, i lavori dedicati all'asse stradale che va da Venezia-Mestre a Treviso e degli straordinari scatti in bianco e nero del maestro, che Venezia la guarda dalla terraferma. Mestre come luogo minore ma esemplificativo, paesaggi tanto cari a Basilico, il fotografo delle contraddizioni della modernità. Una modernità fatta di cemento, che è la vera anima di Mestre, scandagliando le arterie viarie della terraferma che conducono fino a Treviso. Una città esplorata come se, per usare le sue parole, «fosse un labirinto e lo sguardo vi cercasse un preciso punto di penetrazione». A dialogare con gli scatti «storici» di Basilico avremo la mostra «Progetto Nord-Est. Un paesaggio di contraddizione e conflitti» curata da Carlo Sala, che propone il lavoro di alcuni fra i migliori fotografi del panorama emergente italiano. Tra i tanti progetti «Padania Classics» di Filippo Minelli ritrae capannoni, snodi viari. Elementi urbani che testimoniano un paesaggio ormai svuotato di senso e cultura. Ryts Monet propone l'installazione «Black Flag Revival» per raccontare della crisi economica e delle sue conseguenze. Si tratta di un lavoro sui suicidi degli imprenditori, dramma quanto mai attuale. Completa il percorso «Sono stato lì», l'esposizione dei progetti fotografici di esplorazione del paesaggio contemporaneo italiano promossa dalla Società Italiana degli Urbanisti, dall'Università Iuav di Venezia, dalla Fondazione Fabbri e dall'Associazione Linea di Confine. Premiato con pubblicazione il lavoro «Massalombarda» di Marcello Galvani. Si tratta di un breve viaggio dedicato, come sottolineato dall'autore, alla «memoria privata dei luoghi, anche insignificanti, che in un qualche modo hanno fatto parte del mio vissuto». A partire da un ambiente agricolo a prima vista pittoresco, Galvani ne evidenzia l'incongruenza, il mutamento, il disordine, l'abbandono. Una segnalazione della giuria è andata anche ai progetti «Di qua e di là dal fiume» di Davide Baldrati, a «How to Photograph a Landslide» di Andrea Botto e a «Scarti» di Sabrina Ragucci con Giorgio Falco. Le mostre del Festival F4 un'idea di Fotografia rimarranno aperte fino al 16 agosto 2015. Per info: Fondazione Francesco Fabbri e Comune di Pieve di Soligo, cell 3349677948, www.fondazionefrancescofabbri.it
Caos, cemento e arcadia. L'obiettivo sul paesaggio
Il Festival F4, una manifestazione di fotografia, si tiene a Villa Brandolini a Pieve di Soligo, Treviso, dalla sua quinta edizione. Il festival ha scelto di raccontare i paesaggi del Nord-Est, mutati dalle contraddizioni sociali e dalla crisi. L'esposizione si snoda in tre sezioni: Omaggio a Gabriele Basilico, Progetto Nord-Est e Sono stato lì. La prima mostra presenta opere del fotografo sulla Terraferma, mentre la seconda propone il lavoro di alcuni fotografi emergenti italiani. La terza mostra, curata dalla Società Italiana degli Urbanisti, dall'Università Iuav di Venezia e dalla Fondazione Fabbri, presenta progetti fotografici di esplorazione del paesaggio contemporaneo italiano.
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