Giusi Villari vicepresidente istituto italiano dei castelli «Questi monumenti antichi formano catena e collezione con infiniti altri», così il Canova, cercando di salvare dalla bramosia napoleonica alcune importanti opere d'arte italiane, ne sottolineava la profonda interrelazione storica e il rapporto col territorio che le aveva prodotte. I castelli nascono e si trasformano in funzione della loro collocazione geografica, tuttavia strutture architettoniche diverse fra di loro possono sorgere in luoghi vicini in risposta a specifiche esigenze difensive. Come le fortificazioni della Bassa Bergamasca, sorte in un'area caratterizzata dai fiumi che la percorrono da Nord a Sud e che sono stati importanti confini di Stato. Qui imponenti dimore fortificate documentano un indissolubile legame con le attività produttive del territorio; borghi dotati di mura ed efficienti rocche attestano la volontà delle comunità di proteggere i propri beni coalizzandosi con i fortilizi vicini; altissime torri ricordano la necessità di controllare anche solo visivamente il territorio circostante. Tipologie architettoniche diverse in origine hanno trasformazioni varie: i castelli diventano palazzi, le cinte murarie perdono l'uso difensivo, le torri vengono cimate. La conoscenza, la conservazione e la tutela di questa realtà castellana sono da anni il campo di azione della delegazione di Bergamo dell'Istituto Italiano dei Castelli guidata da Riccardo Caproni. L'auspicio è la creazione a diverse scale territoriali di sistemi integrati per la valorizzazione del patrimonio fortificato locale.