IL Grande progetto Pompei non deve finire. Lo chiede l'Unesco riunito ieri a Bonn, in Germania. L'intervento cofinanziato con 105 milioni di euro da Ue e governo italiano chiude il prossimo 31 dicembre, ma il comitato del patrimonio mondiale Unesco chiede di prolungarlo e di estenderlo anche anche ad aree finora eslcuse, come le regiones IV, V e I. Anzi, per l'Unesco vanno mentenute le «professionalità che operano nei cantieri del Grande progetto », oltre che prevedere «maggiore personale» per i nuovi itinerari di visita nell'area archeologica. L'Unesco ha adottato ieri le raccomandazioni della missione congiunta degli ispettori del World Heritage Commitee e dell'International Council on Monuments and Sites, svoltasi a Pompei nel novembre 2014. Si dice soddisfatto il ministro dei beni e delle attività culturali, Dario Franceschini, per il quale «grazie al forte impegno della soprintendenza di Pompei, Ercolano e Stabia e della direzione del Grande progetto Pompei, l'Italia ha compiuto e sta compiendo sforzi considerevoli nella gestione e conservazione del sito, con risultati tangibili e significativi ». A convincere l'Unesco la strategia fondata sul Grande progetto, cui si è aggiunta la programmazione della soprintendenza e l'attuazione del Piano di gestione del sito Unesco. «Basta farsi una passeggiata negli scavi per rendersi conto che ormai Pompei è un grande cantiere racconta Massimo Osanna, soprintendente di Pompei, Ercolano e Stabia - mentre sono in programma interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico in aree non scavate per contrastare e arginare le situazioni di crollo». Secondo il ministro Franceschini «oggi è un bel giorno, l'Unesco promuove il nostro lavoro». Per Osanna le attività di valorizzazione in corso «dalla grande mostra "Pompei e l'Europa" alla stagione di eventi serali con spettacoli al teatro grande e passeggiate notturne, fino alla realizzazione dei percorsi per disabili appena avviata» si rafforzeranno con «l'apertura di nuove domus, la progettazione e la realizzazione della segnaletica di servizio e della nuova identità visiva di Pompei».