«IL contenitore non basta: una fondazione di musei civici può funzionare solo se ci sono investimenti pubblici adeguati alla base». Così Roberto Grossi, presidente di Federculture. L'assessore Marinelli ha citato come modello la fondazione di Venezia, che è fra i vostri associati. «Sì, ma quella gestisce anche Palazzo Ducale, grazie a una convenzione con lo Stato. E alla base del suo successo c'è comunque un forte investimento pubblico ». Quello che a Roma manca? «I dati del rapporto che presenteremo mercoledì lo dimostrano: Roma, dopo Napoli, è la città che spende meno per la cultura. Solo il 2,4 del bilancio, contro il 9 di Firenze». Non sarà insomma la fondazione in sé a risolvere i problemi di Palaexpo. «Palaexpo è un'eccellenza sia per la qualità delle mostre che per la capacità di autofinanziamento. Ha creato un beneficio economico per la città in termini di ricchezza generata di circa 34 milioni di euro. Non si possono ignorare le condizioni che hanno determinato questo successo e non si può disperdere l'esperienza dell'Azienda speciale. L'ultimo cda era formato da professionisti di altissimo livello: se si è dimesso perché gli stanziamenti del Campidoglio non consentivano di andare avanti, significa che il problema non è Palaexpo, ma l'impegno del Comune. Che deve concepire anche politiche per la produzione artistica e la formazione ». (s. g.)
"Roma spende solo il 2,4 per la cultura"
Il presidente di Federculture, Roberto Grossi, sostiene che una fondazione di musei civici può funzionare solo se ci sono investimenti pubblici adeguati. L'assessore Marinelli ha citato come modello la fondazione di Venezia, che gestisce anche Palazzo Ducale grazie a una convenzione con lo Stato. Tuttavia, Roma spende meno per la cultura rispetto ad altre città, come Firenze. Palaexpo, un'azienda speciale di Roma, è un'eccellenza per la qualità delle mostre e per la capacità di autofinanziamento, ma il suo successo dipende anche dalle condizioni che hanno determinato questo successo.
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