Dalla prefazione di Gian Antonio Stella: «Un giorno, davanti alla distruzione e alle macerie di quella che è stata una terra benedetta dagli dei, i nostri nipoti ci chiederanno: come avete potuto lasciare che accadesse tutto questo?» Un importante parco archeologico in terra di "Gomorra" minacciato dall'abusivismo, un villaggio preistorico dell'età del bronzo allagato dall'acqua di falda, un'antica città grande come Pompei ancora inesplorata, dove gli unici a scavare sono i tombaroli affiliati alla camorra, e ancora, preziose necropoli ricoperte da erbacce e moderne abitazioni realizzate in aderenza ai resti di antiche mura. Sono solo alcune delle emergenze che coinvolgono piccoli e grandi testimonianze del passato, resti archeologici detti "minori" di cui è piena la Campania, che gli antichi chiamavano Felix per la particolare abbondanza e ricchezza delle risorse naturali. «Non solo Pompei», dunque: racconta tutto questo il libro di Antonio Cangiano edico da Magenes per la collana Voci Del Sud (prefazione di Gian Antonio Stella) offrendo al lettore un'istantanea dei siti archeologici "minori" a rischio in Campania, così come appaiono durante gli anni dell'emergenza Pompei. Un impegnativo lavoro eidtoriale nato a seguito di una forte passione giornalistica, con l'obiettivo di contribuire a diffondere la conoscenza di preziose testimonianze del passato, spesso sconosciute ai non addetti ai lavori, da salvare e tutelare per le generazioni future.
NAPOLI-Archeo-sfascio, dalle inchieste di Cangiano un libro di denuncia degli orrori all'ombra di Pompei
Il libro "Emergenze Pompei" di Antonio Cangiano racconta le storie di siti archeologici "minori" a rischio in Campania, come un parco archeologico, un villaggio preistorico e un'antica città ancora inesplorata. Il libro offre un'istantanea di questi siti durante gli anni dell'emergenza Pompei, con l'obiettivo di contribuire a diffondere la conoscenza di preziose testimonianze del passato e salvare e tutelare questi siti per le generazioni future. La prefazione del libro è stata scritta da Gian Antonio Stella. Il libro è stato realizzato a seguito di una forte passione giornalistica e rappresenta un'importante contribuzione alla tutela e alla diffusione della cultura archeologica in Campania.
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