I palermitani ne sentono la mancanza da più di 35 anni. La «Natività», uno degli ultimi capolavori di Caravaggio, è stata rubata dall'oratorio di San Lorenzo nella notte fra il 18 e il 19 ottobre del 1969. Poi, dell'opera di Michelangelo Melisi si sono perse le tracce. Ora, forse, si riaccende la speranza di recuperare il celebre dipinto, il cui valore è stimato intorno ai 30 milioni di euro. E le informazioni agli uomini delle forze dell'ordine le starebbe fornendo nientemeno che la mafia. Secondo il britannico Sunday Times, infatti, gli investigatori italiani negli ultimi anni avrebbero avuto «discreti approcci con gli uomini d'onore». Ad aspettarsi un aiuto da parte di Cosa nostra è il colonnello Fernando Musella, comandante del nucleo dei carabinieri specializzato nella tutela del patrimonio artistico. «Il furto è cosi lontano nel tempo - ha spiegato - che nessuno oggi può essere processato e tutto quello che a me interessa è il recupero di un'opera d'arte». Il militare e il titolare dell'inchiesta, il procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone, sono convinti che il quadro di Caravaggio sia ancora intatto. Sulla sorte del dipinto si sono succedute in questi anni numerose ipotesi. Una, smentita, di un danno irreparabile. Un'altra vede invece la «Natività» sfoggiata alle riunioni dei boss, in segno di potenza.
Il capolavoro perduto. L'aiuto della mafia per cercare Caravaggio
Il quadro "La Natività" di Caravaggio è stato rubato dall'oratorio di San Lorenzo a Palermo nel 1969. Negli ultimi anni, gli investigatori italiani hanno avuto contatti con la mafia per recuperare l'opera d'arte, stimata intorno ai 30 milioni di euro. Il colonnello Fernando Musella e il procuratore Giuseppe Pignatone credono che il quadro sia ancora intatto e stanno lavorando per il suo recupero. Sono state avanzate diverse ipotesi sulla sorte del dipinto, tra cui la sua presenza alle riunioni dei boss della mafia come segno di potenza.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo