La direttrice dei lavori: "I permessi sono di 10 anni fa la pavimentazione non reggeva più i passaggi taxi" Una spianata di asfalto a tre corsie con la scritta taxi e le righe gialle su fondo nero. Dimenticatevi i cubetti di porfido all'ingresso della stazione di Michelucci a Santa Maria Novella, sono spariti. Senza squilli di tromba, una mattina, il vecchio lastricato un po' su e giù è scomparso per far posto a una spalmata di bitume dietro le fasce arancioni del cantiere in corso. Lo ha denunciato sulle colonne di Repubblica Tomaso Montanari e la questione fa discutere. Chi ha dato il permesso? Ieri mattina a Palazzo Vecchio si incrociavano sguardi pieni di interrogativi: «Mi sto informando » (assessore Giorgetti), «Ho chiesto ai tecnici» (assessore Meucci). Mezz'ora più tardi proprio l'assessore all'urbanistica Titta Meucci risolveva il giallo con un sospiro di sollievo: «Non c'entriamo, quell'area ha un vincolo diretto, ha deciso la soprintendenza ». In realtà a spiegare meglio è Grandi Stazioni la società che gestisce i lavori dei più importanti scali ferroviari italiani. «La decisione di asfaltare quell'area - interviene il direttore tecnico Susanna Bernardini è del 2005 quando si tenne una conferenza dei servizi, esiste una delibera Cipe (comitato interministeriale per la programmazione economica) del 2006. Il permesso ci fu dato dal ministero, ma poi abbiamo lavorato a stretto contatto con la soprintendenza fiorentina che è molto attenta a questi temi». Perchè mettere l'asfalto al posto dei cubetti? «Intanto i cubetti non erano quelli degli anni Trenta, ma li avevamo messi lì negli anni '90 quando facemmo la galleria commerciale più sotto - prosegue Bernardini - e li mettemmo anche dove non c'erano, cioè in quella parte coperta che veniva chiamata galleria delle carrozze e che in origine aveva una copertura di gomma». Avete scelto l'asfalto per risparmiare? «No, affatto è la risposta - l'abbiamo scelto perchè i cubetti stanno su una base di sabbia e siccome quella è una zona trafficatissima si rompevano in continuazione oppure creavano avvallamenti, buche, incidenti, infiltrazioni. Erano poco sicuri. Però sottolineo che si tratta di 70 metri di strada perchè gli altri "pezzi" non erano col porfido. Non c'è stata nessuna disattenzione, ma una scelta dettata dal tipo di viabilità e di uso contemporaneo di quello spazio». La soprintendente Alessandra Marino interpellata ieri sull'argomento non era al corrente: «Dovrei vedere la pratica, ma sto partendo e il funzionario che se ne occupa è in ferie: non faccio in tempo, vi farò sapere nei prossimi giorni ». Asfalto o porfido? Il tema è di quelli che divide gli esperti. Critici all'ordine degli architetti: «Questa città vive una assuefazione progressiva all'asfalto spiega la presidente Marzia Magrini - Hanno scelto la soluzione più semplice ed economica. Mi preoccupa l'assenza di progettualità complessiva. L'asfalto non è l'unica soluzione possibile per risolvere i problemi della viabilità contemporanea, ci sono altri materiali». Magrini sottolinea come la stazione di una città sia «la sua porta di ingresso ». «Santa Maria Novella fece scalpore nel mondo perché trasformò in architettura una tipologia che veniva considerata come semplice edilizia di servizio. Per questo è un monumento nazionale, un'architettura studiata nelle università. Lo stato di degrado del complesso pone oggi molti interrogativi sulla sensibilità un po' anestetizzata verso questo monumento, al punto di considerare di poco rilievo un intervento come quello appena concluso sul selciato del prospetto principale, vero originale ingresso alla stazione». Il presidente della Fondazione Michelucci, Giancarlo Paba spiega che «il grande architetto non ha dato indicazioni sui materiali, ma che il porfido era coerente negli Anni Trenta». Aggiunge: «Siamo una città patrimonio dell'Unesco serve una commissione di storici e architetti, un piano organico, la pavimentazione di una strada non è solo una questione estetica» .
FIRENZE - Michelucci "asfaltato". Grandi Stazioni spiega: "Costretti a cambiare"
La stazione di Santa Maria Novella a Firenze è stata oggetto di un intervento di asfaltatura su un'area con cubetti di porfido. La decisione è stata presa dal ministero e poi confermata dalla soprintendenza fiorentina. Il direttore tecnico di Grandi Stazioni, Susanna Bernardini, spiega che i cubetti erano stati messi lì negli anni '90 e che erano stati scelti l'asfalto per risolvere i problemi di sicurezza e di manutenzione. La soprintendente Alessandra Marino non era al corrente della decisione e ha promesso di indagare.
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