Un vero e proprio appello che arriva dal gruppo consiliare Altrapolitica per salvare la torre di Pogni, al confine tra il comune di Certaldo e quello di Barberino Val D'Elsa. Il sito è in degrado e in abbandono. E' il senso del messaggio della interrogazione avanzata in consiglio comunale da Eliseo Palazzo che ha avuto la pronta risposta dell'assessore ai lavori pubblici Piero Di Vita. «La torre di Pogni risiede in un terreno di un privato e il Comune, solo in particolari condizioni, potrebbe intervenire». Una risposta che non ha lasciato soddisfatto Palazzo: «Nonostante la torre sia di proprietà privata, è necessario informare gli enti preposti dell'attuale situazione di questo bene storico del nostro territorio, in modo tale da indurre il privato a salvaguardare un simbolo di Certaldo". Il castello di Pogni, già conosciuto come Pogna, in Valdelsa fu uno dei più potenti avamposti di Semifonte, castello principale della potente dinastia comitale dei conti Alberti, ultima resistenza feudale ad essere eliminata dal Comune di Firenze. Le prime notizie dell'esistenza del castello risalgono al 1059. La roccaforte, divenuta possesso dei conti Alberti, nel 1184 fu assediata e espugnata per la prima volta dai fiorentini. Nella battaglia fu preso prigioniero il conte Alberto a cui fui fatto giurare di demolire entro il 1185 tutte le fortificazioni del castello ad eccezione del palazzo e anche tutte le torri della vicina Certaldo. Oggi restano solo alcuni ruderi, tra cui appunto la stessa torre di Pogni. Gruppi di cittadini, volontari e appassionati di archeologia, sarebbero pronti a dare una mano per salvare quell'area. (g.b.)