Il sito archeologico è ancora chiuso e non sarà visitabile in questa stagione turistica PORTOFERRAIO. Un cancello sbarrato impedisce l'entrata al sito archeologico, il più panoramico, senz'altro il più suggestivo dell'intera Isola. La Villa Romana delle Grotte è fuori da ogni itinerario turistico, almeno per la stagione appena iniziata. Dopo la breve esperienza condotta da tre giovanissime archeologhe, Laura Pagliantini, Luisa Zito e Luisa Quaglia che avevano costituito la cooperativa sociale 'Archeo Color', il sito è di nuovo consegnato all'incuria più completa. Le tre giovanissime appassionate avevano ottenuto, nel 2014, il monumento in comodato d'uso gratuito dalla Fondazione Villa Romana delle Grotte, proprietaria del sito. Poi la società ha fatto marcia indietro e ha ritirato il comodato, con il risultato che oggi non si sente più parlare della cooperativa che si era dato incarico di risanare completamente il sito. Il Comune ha avviato i contatti con la proprietà ed ha manifestato pubblicamente l'intenzione di aderire alla Fondazione Villa Romana delle Grotte. così da dare slancio ad una nuova gestione del sito. Ma, ad oggi, l'accordo con la proprietà non è stato ancora ratificato e sulla gestione non sia hanno novità. Ora che siamo all'inizio dell'estate, pare difficile poter riaprire la Villa entro la fine della stagione turistica. Anche perché, oggi, il sito è ricaduto nel più totale e completo abbandono. La Villa Romana delle Grotte (I sec. A.C.) è l'unica delle tre ville romane rinvenute all'Elba a non aver subito "sovrapposizioni" edilizie nei secoli. Si trova su uno scalino in parte naturale, in parte artificiale, a 50 metri sul livello del mare, di fronte a Portoferraio. Si raggiunge facilmente, essendo lungo la provinciale tra Portoferraio e Porto Azzurro. E' tornata ultimamente agli onori delle cronache anche a seguito dei risultati della campagna di scavi 'Aithale' che sono stati effettuati nella tenuta dei Gasparri a San Giovanni e che sono stati diretti da Franco Cambi, docente all'Università di Siena presso la Facoltà di Archeologia. Gli studiosi hanno riportato alla luce un ambiente che con tutta probabilità funzionava da cantina o deposito per gli occupanti della Villa. Che di sicuro dovevano appartenere alla classe senatoriale romana, se si vuol dare importanza all'unico accenno fatto a una villa romana elbana che si ritrova in una elegia di Ovidio, dove si ricorda la villa che vide l'ultimo abbraccio fra il poeta e il suo amico Massimo Cotta. Luigi Cignoni