Venticinque persone per tour: la villa romana di Giannutri è stata restaurata e messa in sicurezza di Gabriele Baldanzi ISOLA DI GIANNUTRI. A quasi vent'anni di distanza dagli ultimi scavi e restauri, a 15 dalle ultime visite autorizzate, ieri ha riaperto il sito archeologico della Villa Romana di Giannutri. Un evento accompagnato da grande attesa. Una cinquantina di ospiti, suddivisi in due gruppi, hanno potuto visitare ieri l'area che sovrasta Cala Maestra in una giornata perfetta dal punto di vista metereologico. A guidare la delegazione il presidente del parco dell'Arcipelago Toscano Giampiero Sammuri, il soprintendente archeologo Andrea Pessina e il sindaco del Giglio Sergio Ortelli. Il tour, organizzato dall'ente parco, in collaborazione con il Comune e la pro loco gigliese, ha visto protagoniste le guide specializzate formate appositamente dalla Soprintendenza. Ogni giorno - a luglio, ad agosto e in settembre nei weekend - accompagneranno i vositatori in tre diversi turni, con un massimo di 25 persone a giro. I proventi del biglietto d'ingresso saranno poi reinvestiti nella manutenzione dell'area. A differenza dell'anteprima-educational riservata alla stampa estera e organizzata nel corso dell'ultimo weekend dal Comune di Isola del Giglio e da Toscana Promozione, stavolta è stato possibile scattare a raffica, filmare, divulgare le immagini della Villa e delle adiacenze. Le guide Elisabetta e Marina hanno spiegato ogni particolare della romanità di Giannutri, fin dallo sbarco a Cala Spalmatoio. Poi la parola è andata agli amministratori dell'ente parco, il presidente Giampiero Sammuri e il consigliere Stefano Feri: «Qui, si sa, la sovrapposizione di competenze rende complicate le decisioni e gli interventi; per affrontare le questioni, le criticità - e risolverle servono incontri e tavoli tecnici». «Anche il percorso per la riapertura del sito archeologico ha avuto bisogno di tempo - spiega Sammuri ma alla fine ci siamo riusciti. Quello della riapertura della villa era un evento molto atteso dai visitatori e dagli operatori turistici. Non si può essere che soddisfatti. Abbiamo fatto il bis con Pianosa. Sono convinto che investire in cultura sull'Isola di Giannutri aiuti anche a promuovere la conoscenza della sua spettacolare biodiversità». Il sito archeologico di Giannutri è un piccolo gioiello di grande interesse storico. La villa, edificata dalla famiglia dei Domizi Enobarbi, era un luogo di rifugio estivo all'epoca di Nerone. Colpisce per la sua imponenza e comunica sfarzo, nonostante alcuni elementi architettonici si possano ormai solo intuire. Sui fondali marini davanti all'area ancora oggi giacciono relitti di navi mercantili, che testimoniano gli antichi traffici marittimi. «La villa è rimasta chiusa a lungo - ha detto il sindaco gigliese Ortelli - per motivi di sicurezza. Adesso la collaborazione tra Comune, Parco e Soprintendenza ha prodotto un investimento sotto il profilo tecnico ed economico, orientato a valorizzare e rendere fruibile la grande ricchezza culturale dell'isola, da affiancare alla fruizione ambientale». «L'apporto economico e tecnico della Soprintendenza - viene evidenziato dal portavoce del Consorzio isolano - è stato indispensabile, ma anche il Parco ha sostenuto economicamente l'operazione, collaborando a progettare con gli archeologi modalità sperimentali di visita alla villa romana e ai suoi annessi». Durante la visita si notano i lavori di messa in sicurezza: la nuova scala di accesso, la sistemazione della sentieristica nell'area residenziale della villa, il rifacimento del pannello all'ingresso della zona residenziale e l'introduzione di cartelli esplicativi, oltre a interventi di manutenzione ordinaria e di adeguamento degli itinerari.