ENIGMATICHE ed eleganti, sono la testimonianza di una delle civiltà più antiche vissute a cavallo fra Toscana, Liguria ed Emilia. E, a distanza di millenni, non smettono di esercitare il loro fascino: o almeno ne è convinto lo scrittore fortemarmino Fabio Genovesi che, alle statue stele del popolo dei Luni, dedica una parte importante del suo ultimo romanzo, "Chi manda le onde" (Mondadori), in lizza nella cinquina finale del premio Strega. Oggi questi straordinari reperti hanno finalmente la collocazione che meritano: sabato pomeriggio inaugura a Pontremoli il nuovo Museo delle statue stele lunigianesi, frutto di una serie di interventi di restauro, ampliamento e ammodernamento intrapresi a partire dal 2009 e realizzati dal Comune con il finanziamento di Regione e Provincia e il contributo della soprintendenza archeologica. Dedicato al fondatore Augusto Cesare Ambrosi che per primo, negli anni Settanta, decise di mostrare le statue al pubblico, lo spazio espositivo, raddoppiato rispetto al precedente, si arricchisce di una nuova ala al pian terreno del castello medievale del Piagnaro, storica sede del museo. Quaranta esemplari la metà di quelli storicamente conosciuti costituiscono il cuore dell'allestimento firmato da Canali Associati, studio celebre per aver progettato il restauro del Duomo di Milano e il complesso del Santa Maria della Scala a Siena. Due ascensori annullano le precedenti barriere architettoniche mentre apparati multimediali rendono più fruibile la comunicazione anche nei confronti di un pubblico di non addetti ai lavori. L'apertura del nuovo museo è inoltre pensata come spunto per rilanciare la ricerca scientifica volta a svelare il "mistero" delle statue, la cui funzione è tutt'oggi, almeno in parte, sconosciuta. Realizzati in pietra arenaria in un periodo compreso fra il III millennio e il VI secolo avanti Cristo, questi monumenti, che raffigurano in maniera stilizzata personaggi maschili e femminili, spesso caratterizzati da monili o armamenti, sono stati scoperti in modo per lo più casuale a partire dall'Ottocento, durante il lavoro nei campi o per merito di escursionisti e volontari. Nel libro di Genovesi, diventano oggetto dell'interesse della protagonista Luna, tredicenne albina dotata di particolare sensibilità che arriva a considerarsi una sorta di discendente dell'antico popolo che porta il suo nome, convincendo madre e amici a partire per Pontremoli proprio alla scoperta delle statue stele. L'inaugurazione (oggi alle16.30) è accompagnata da concerti e laboratori; nel pomeriggio il museo sarà visitabile gratuitamente (lunedì-domenica ore 9-12.30 e 15-20; ingresso 5 euro).
Un museo per le statue stele della Lunigiana
Il nuovo Museo delle statue stele lunigianesi di Pontremoli è stato inaugurato sabato pomeriggio. Il museo, frutto di interventi di restauro, ampliamento e ammodernamento, è dedicato al fondatore Augusto Cesare Ambrosi e ospita quaranta esemplari, la metà di quelli storicamente conosciuti. L'allestimento è stato firmato da Canali Associati e include ascensori e apparati multimediali per rendere la comunicazione più fruibile. L'apertura del museo è pensata per rilanciare la ricerca scientifica sulla funzione delle statue, la cui funzione è tutt'oggi sconosciuta. Il museo è stato inaugurato con concerti e laboratori e sarà visitabile gratuitamente il pomeriggio.
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