Il procuratore Giubilaro: «Lo storico complesso è in condizioni disastrose». Indagati per danneggiamento i proprietari MASSA. Dalle petizioni alle aule giudiziarie. Villa Massoni, o Villa della Rocca, al centro da anni di un tira e molla fra pubblico e privato, è stata messa sotto sequestro ieri mattina dai carabinieri tutela patrimonio culturale di Firenze insieme al nucleo di Massa. Era stata abbandonata, danneggiata e in parte distrutta nonostante il suo immenso valore storico e artistico e per questo la Procura, in via assolutamente inedita, ha aperto un fascicolo a carico dei due proprietari, i fratelli Mario Alberto Casonato e Piero Alessandro Casonato, i quali dovranno adesso rispondere dell'accusa di danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale, come previsto dell'articolo 733 del codice penale. Villa Massoni è, sì, infatti di proprietà dei Casonato ed è questo fattore a rendere inedito l'atto della Procura ma è anche un bene di tutti dal momento che si tratta di un complesso di pregio storico nazionale, come rilevato dalla Sopraintendenza alle Belle Arti per la Province di Lucca e Massa Carrara. È infatti una delle ville della rete di residenze dei Cybo Malaspina, costruita a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento, diventata poi di proprietà dei Massoni nell'Ottocento (da qui il nome attuale). Dal manufatto al parco, passando per i terrazzamenti, gli altorilievi, le sue statue barocche con figure mitologiche: la villa è un piccolo gioiello, culturalmente parlando, inghiottito adesso nel degrado. Fatiscente e a rischio crollo. «Dispiace doversi occupare di queste cose, perché non dovrebbe essere la magistratura a tutelare i beni storici e culturali di un territorio», ha commentato ieri mattina il procuratore capo, Aldo Giubilaro, durante la conferenza stampa in cui sono stati illustrati i dettagli dell'indagine, con tanto di foto e video realizzati dai carabinieri di Firenze, e a cui ha partecipato anche la Sopraintendenza, con lo storico d'arte, Claudio Casini, e l'architetta, Maria Grazia Tampieri. «Tuttavia aggiunge il procuratore quella è una struttura dall'immenso valore storico in condizioni disastrose». «Sono state fatte diverse sollecitazioni ai proprietari chiarisce il comandante dei carabinieri tutela patrimonio culturale di Firenze, Lanfranco Disibio Dal momento che sono rimaste inascoltate, sono partiti i controlli». I primi sono stati eseguiti nel giugno 2014 sorvolando l'area con un elicottero. Poi, lo scorso febbraio, l'ingresso nella villa e la scoperta: quello di una bellissima struttura caduta nel degrado, e diventata giorno dopo giorno sempre più sporca, più decadente, più difficile (o costosa) da recuperare. «Era talmente messa male che abbiamo dovuto chiamare i Vigili del fuoco per farci strada nel parco e all'interno della struttura», chiarisce il capitano Disibio. Il giardino era ricoperto di erbacce, con statue, colonne e busti spaccati in terra ovunque. E all'interno, infiltrazioni, infissi e persiane distrutte. Parte del controsoffitto inoltre era ceduto, tanto che alcune zone della struttura sono state dichiarate off limits dai Vigili del fuoco. Ieri mattina sono quindi arrivati i sigilli: un sequestro preventivo, in attesa di capire come finirà il processo, che potrebbe quindi trasformarsi in confisca in caso di condanna. Villa Massoni, in altre parole, potrebbe diventare dello Stato, facendo incassare una vittoria a quanti da anni si sgolano per rendere quel patrimonio storico e artistico demaniale. In testa Italia Nostra, promotrice di svariate petizioni finalizzate a inserire la villa tra i patrimoni della Fai. Ma questo atto giudiziario fa anche da apripista a casi facsimile. Lo stesso procuratore ha fatto sapere che i controlli potrebbero estendersi ad altre strutture del territorio.