È la proposta affinché sia garantita la manutenzione, in cambio aperture straordinarie al pubblico PISA. I proprietari di palazzi e ville storiche chiedono sgravi fiscali per poter sostenere gli alti costi di mantenimento. In cambio garantiscono che palazzi e facciate saranno tenuti in buono stato e che saranno incrementate le iniziative, come le aperture straordinarie al pubblico e la realizzazione di piccoli musei, a vantaggio del turismo e dell'economia. A giorni partirà una campagna dell'Associazione dimore storiche italiane (Adsi) per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle difficoltà dei proprietari e sulla necessità di una compensazione per non lasciare gli immobili al degrado. «Siamo un patrimonio storico importantissimo per l'Italia con circa 40mila palazzi e ville storiche a cura e a spese dei privati dichiara il presidente dell'Adsi Toscana Bernardo Gondi E' la metà del patrimonio culturale nazionale e ha una tutela costituzionale. Per i proprietari prima era prevista una compensazione adeguata per sostenere gli oneri di mantenimento delle strutture, ma con il governo Monti è scomparsa. Dal 2010 la tassazione è quadruplicata e non abbiamo più i soldi per la manutenzione. Vogliamo far capire all'opinione pubblica che i proprietari di palazzi e ville storiche, comprate a poco prezzo o ereditate, non vivono nel lusso. In un palazzo vincolato i costi di manutenzione sono maggiori. Il patrimonio storico italiano attrae i turisti e non può essere lasciato al degrado. Noi chiediamo una compensazione delle tasse che renda possibile mantenere le dimore storiche. In cambio i palazzi e le facciate saranno mantenuti in buono stato e le iniziative in corso saranno sempre di più, dalle aperture straordinarie al pubblico alla creazione di piccoli musei. A noi interessa mantenere e rendere fruibili le proprietà perché sono beni che fanno parte del patrimonio nazionale». Le difficoltà sono le stesse anche a Pisa. «I lungarni sono ormai da tanti anni la tangenziale di attraversamento cittadino spiega Agostino Agostini, proprietario di palazzo dell'Ussero La combinazione dei gas di scarico con la pioggia distrugge le facciate di bugnato, pietra o cotto, come nel caso di palazzo dell'Ussero, per cui i costi di mantenimento sono elevati. Inoltre se voglio cambiare il cesso di casa mia devo fare una domanda con due carte da bollo da 16 euro e una dichiarazione giurata di un architetto che dichiari che il cesso non ha valore storico. Altrimenti potrei essere denunciato penalmente. Nei regolamenti comunali tutti gli immobili in categoria A8 (ville e palazzi) e in categoria A9 (castelli) sono giuridicamente dichiarati beni di lusso. La mia domanda è: "Politicamente" gli amministratori di Pisa e di altre città italiane considerano un monumento nazionale privato un lusso e quindi qualcosa di superfluo da un punto di vista culturale e sociale?».
PISA - Ville storiche, i proprietari chiedono meno tasse
L'Associazione dimore storiche italiane (Adsi) propone una compensazione fiscale per i proprietari di palazzi e ville storiche in cambio di aperture straordinarie al pubblico e di iniziative culturali. I proprietari chiedono aiuto per sostenere gli alti costi di manutenzione, che sono aumentati con la tassazione quadruplicata dal 2010. La Toscana ha circa 40mila palazzi e ville storiche, che sono la metà del patrimonio culturale nazionale. I proprietari non vivono nel lusso e vogliono mantenere le dimore storiche per il turismo e l'economia. La campagna dell'Adsi inizia per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle difficoltà dei proprietari e sulla necessità di una compensazione.
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