SOSPIRO di sollievo per la Crusca: il ministero dei beni culturali la aiuterà. E' ancora da decidere in quale forma, ma Franceschini ha assicurato al presidente, Claudio Marazzini, la volontà di dare ossigeno alle casse esangui dell'antichissima e prestigiosa istituzione: «Mi ha raggiunto telefonicamente venerdì scorso racconta il docente di storia della lingua all'Università del Piemonte orientale dopo l'uscita del lungo articolo sul Venerdì di Repubblica. Il ministro ha detto che non può certo ritoccare la legge Monti sulla spending review, ma ha promesso di aiutarci sui singoli progetti che coinvolgono giovani assegnisti e borsisti e che, il prossimo anno, rischiano di non essere rinnovati». A metà luglio nuovo incontro. E anche la Coop scende in campo: aiuterà la Crusca con iniziative di raccolta fondi nei supemercati dopo il successo dell'operazione Battistero. In tutto una trentina, «sono due forme di precariato diverse: paghiamo gli assegni di ricerca alle università, ognuno ammonta a 23 mila euro, cifra fissata per legge; le borse di studio sono direttamente versate da noi a chi le vince. Se la situazione non cambia, arriviamo col fiato corto alla fine del 2015 recuperando parte dei fondi destinati alla ristrutturazione della nostra sede, la villa medicea di Castello; una scappatoia è trasformare alcuni assegni in borse di studio, che ammontano a 12 mila euro ciascuna, quindi la metà: lo abbiamo già fatto ma non è semplice con i numerosi vincoli burocratici». Poi c'è l'ordinaria amministrazione: «La nuova certificazione antincendio, ad esempio: i vigili del fuoco hanno approvato il progetto, ma realizzarlo costa 100 mila euro. E che dire della manutenzione ordinaria e straordinaria che, come prevede il contratto con il demanio, sono a nostro carico, anche quelle relative alla parte del palazzo che non utilizziamo, occupata da altri "inquilini"?». Eppure proprio con il governo Monti e il decreto «salva Italia» la Crusca aveva sperato di respirare con meno affanno: «Lo Stato ci aveva promesso 740 mila euro dai 200 mila che ci assegnava in precedenza, ma la spending review ha abbassato di circa 100 mila euro quel finanziamento; la Regione ha azzerato il suo contributo, e il presidente Rossi è stato irremovibile. Vani sono stati i miei tentativi di portare comunque la pianta organica da sei a dodici contratti a tempo indeterminato e assorbire parte dei precari: il dipartimento della funzione pubblica è stato durissimo su questo». In soccorso, però, arriverà Unicoop, con un'operazione di sostegno simile a quella che ha finanziato il restauro del Battistero, coinvolgendo nel crowfunding i soci fiorentini e con iniziative nei supermercati: «Quando ho stretto contatti con loro, ho proposto di visitare la nostra sede e di porre l'attenzione su quei settori dei nostri studi che potrebbero avere maggior appeal presso i soci, tanto poi noi possiamo riequilibrare le risorse. Loro l'hanno fatto, e li ho visti molto incuriositi per il vocabolario della lingua fiorentina e la ricerca sui proverbi toscani. Eravamo rimasti che ci saremmo visti dopo l'estate, ma precisi e positivissimi segnali mi dicono che ci incontreremo prima». Data prevista: metà luglio. Nonostante le promesse di Franceschini, Marazzini non canta vittoria, «non viviamo in epoca in cui il re butta monete d'oro alla folla. Le nostre strategie dovranno trovare un punto d'incontro col ministero. Preparerò un dossier per Franceschini. Abbiamo stabilito di tenere un canale aperto». Il presidente della Crusca lo incrocerà oggi a Roma durante un incontro tra istituzioni culturali italiane.