sovrintendente Fondazione Teatro di San Carlo Tranquillizzo Italia Nostra e tutti i lettori di "Repubblica". Sin dall'avvio del progetto di "restauro e innovazione del Teatro San Carlo" fu istituito un tavolo tecnico permanente con le soprintendenze di Napoli (Beni architettonici e Beni storico-artistici), all'interno del quale furono impostate e condivise tutte le scelte e solo a seguito del loro nullaosta, ai sensi del decreto legislativo numero 42 del 2004 (Codice dei beni culturali), si poterono avviare i lavori. Ma non solo. Come noto, la soprintendenza vigila sui cantieri con funzioni di alta sorveglianza. In questo caso, proprio al fine di garantire un costante e continuativo controllo dei lavori, alcuni funzionari e tecnici della medesima assunsero anche il ruolo di direttore operativo all'interno dell'ufficio di Direzione dei lavori. Potrebbe mai essere stato altrimenti nel caso di un bene demaniale vincolato del valore storico artistico e culturale come il Teatro di San Carlo?