Presidente Italia Nostra-Napoli Il vicepresidente del San Carlo, Maddaloni, minaccia ("Repubblica" 21 giugno) di querelare «chi sostiene questa fandonia»: che i restauri del teatro ne hanno danneggiato l'acustica. Non è la prima volta che Italia Nostra entra in collisione con il rappresentante della Camera di commercio nel Consiglio della Fondazione San Carlo: avevamo sostenuto che in quel consesso dovrebbero essere nominati degli esperti o almeno delle persone che si siano contraddistinte in ambiti culturali. A tali caratteristiche non corrisponde Maddaloni, il quale non sembra abbia ricoperto altre cariche oltre quelle in seno alla Camera di commercio . Riepilogo ora brevemente la vicenda del controverso restauro del Teatro San Carlo. A partire dal 2008 l'associazione ha richiamato l'attenzione dell'opinione pubblica . Ponemmo all'allora commissario Nastasi il quesito se il progetto della sostituzione delle strutture lignee della torre scenica con elementi metallici e l'utilizzo del cemento armato sotto la platea potevano comportare alterazioni per l'acustica. Non avemmo risposta. Chiedemmo poi la sospensione della seconda fase dei lavori (agosto 2009) invitando il commissario a rivedere il progetto, in quanto le predette modifiche strutturali e l'utilizzo del cemento armato sotto la platea per realizzare il soffitto del nuovo ridotto (che gli esperti sostengono fosse la cassa armonica) potevano avere riflessi negativi sulla delicatissima questione dell'acustica . Perplessità che sono state espresse nello spirito della tutela e della preoccupazione per le prospettive future dell'istituzione artistica più cara ai napoletani. E tali perplessità sono state condivise come hanno confermato le note denunce di famosi musicisti, i quali hanno affermato che l'acustica del Teatro San Carlo dopo quei lavori di restauro non è più la stessa. Di recente Francesco Canessa ha meglio precisato (su "Repubblica" del 16-3-2015) che l' inconveniente non si verifica nella esecuzione di musica sinfonica, ma di quella operistica perché l'orchestra è in buca, e sotto il palcoscenico «non ci sono più archi di legno ma di cemento. Come potrebbe l'acustica essere la stessa?» L'alterazione dell'acustica è attestata da esperti e non da Italia Nostra, che invece aveva opportunamente segnalato che un teatro storico vincolato poteva solo essere oggetto di un restauro conservativo, e non di una vera e propria ristrutturazione. Pertanto la conseguenza è che dopo le sostanziali modifiche strutturali il San Carlo ha oggi perso parte della sua connotazione storica. Attendiamo quindi con curiosità la querela del vicepresidente Maddaloni. Ma non intendiamo affatto fermarci. Soprattutto sollecitiamo l'intervento della magistratura competente affinché indaghi sul "restauro" del San Carlo, verificando se siano state rispettate le norme sul restauro conservativo contenute nel Codice dei Beni Culturali (2004) e costato ben 65 milioni di euro di denaro pubblico.
NAPOLI - Il Teatro San Carlo e i danni del restauro
L'associazione Italia Nostra-Napoli ha minacciato di querelare chi sostiene che i restauri del Teatro San Carlo di Napoli abbiano danneggiato l'acustica. Il vicepresidente del San Carlo, Maddaloni, ha minacciato di fare lo stesso. L'associazione ha sollevato preoccupazioni sul progetto di restauro, che ha sostituito strutture lignee con elementi metallici e utilizzato cemento armato sotto la platea. I musicisti hanno affermato che l'acustica del teatro non è più la stessa dopo i lavori. L'associazione ha anche sollevato dubbi sulla legittimità del progetto, affermando che il San Carlo dovrebbe essere oggetto di un restauro conservativo, non di una ristrutturazione.
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