Piove nella chiesa di San Giacomo degli Spagnoli. E siccome quella chiesa è «incastrata» dentro al palazzo del Comune, si apre una polemica. L'arciconfraternita che la tutela e che ne detiene la proprietà, accusa proprio il municipio: «È dalle loro strutture che passano acqua e umidità». E la questione, che potrebbe restare una bega interna alla città di Napoli, diventa invece un caso internazionale. La chiesa intorno alla quale è stato costruito l'edificio che domina piazza Municipio e che ospita la sede principale del Comune di Napoli, infatti, appartiene alla Real Hermandad de Nobles Españoles de Santiago en Nápoles dai cui uffici spiegano chiaramente: «Entrare lì dentro è come varcare il confine e trovarsi in Spagna». Per cui il problema è, più o meno, questo: una goccia d'acqua che attraverso l'edificio del Comune s'infila nella chiesa, quando entra si trova a Napoli, quando cade per terra arriva in Spagna. Mammamia che esagerazione, penserete voi. Lo pensiamo anche noi: però tra una goccia e l'altra, tra una richiesta di intervento e un'altra, il tempo passa, la chiesa rimane inagibile e le meravigliose opere d'arte vanno in malora. Ieri mattina siamo entrati in questo luogo che racconta una lunga parte della storia di Napoli, dove è conservato anche l'imponente e struggente monumento funebre di don Pedro De Toledo: siamo rimasti attoniti. Negli anni si sono susseguiti gli «sos» in favore della chiesa; ne hanno lanciati i giornali, le associazioni, i semplici cittadini, per cui speravamo che i meccanismi di tutela e protezione fossero stati attivati. Siamo stati costretti a ricrederci: la chiesa di San Giacomo degli Spagnoli che si trova a venti metri in linea d'aria dalla poltrona del sindaco di Napoli, è un ammasso di muffa e umidità nel quale sono immerse le pareti, le cupole e anche le opere d'arte. Guardate la foto che si trova in alto e scoprirete che sulla testa della statua di Don Pedro la cupola è una poltiglia di umidità imputridita; nell'immagine a destra, invece, abbiamo messo a confronto un'immagine di dieci anni fa della «Vergine con bambino e Re Magi», con quella scattata ieri: la muffa non ha risparmiato nemmeno il volto della Madonna, sta mangiando tutte le figure e i colori di quell'opera d'arte della scuola di Giorgio Vasari.