La foto con i cipressi di via Calzezane, la via che porta alla Certosa di Calci, «bruciati» alla base e un messaggio: «A chi governa il territorio ricordiamo che non c'è Toscana senza cipressi». Lo scrive padre Bernardo Gianni, priore di San Miniato, sulla sua pagina Facebook e su Twitter lancia l'hashtag salvareicipressi per completare l'invito agli amministratori. Gli rispondono in tanti per testimoniare che i cipressi sono ammalati, «arrugginiti» come dice qualcuno, in tutta la città e in tutta la regione. Dal cimitero degli Inglesi a San Casciano, dal viale Michelangelo, proprio quello che porta verso al basilica di San Miniato dove gli alberi più verdi che marroni stanno diventando la maggioranza, grandi o piccoli che siano, ai vari giardini condominiali fino ai cipressi lungo la Fi-Pi-Li. «Possibile che nessuno o quasi se ne accorga o faccia nulla?», scrive padre Bernardo. Al sasso lanciato sui social network sono seguiti tanti commenti ed anche le prime risposte che spiegano la causa dei rami secchi dei cipressi si chiama cinara cupressi che gli interventi vanno eseguiti a marzo e i danni che sono spesso reversibili. «Ho voluto lanciare questo appello spiega padre Bernardo perché ci si rendesse conto delle proporzioni del problema: salvare i cipressi è un compito che non possiamo ignorare. Il viale Michelangelo ad esempio, con le piante tagliate dopo la tempesta e quelle danneggiate dall'afide, è davvero un triste spettacolo. Credo che le amministrazioni dovrebbero dare la giusta attenzione alle piante che abbelliscono il nostro territorio e sostituire quelle che le malattie o gli eventi atmosferici hanno danneggiato». Nel cimitero di San Miniato restano i ceppi delle piante che si ammalarono di cancro dei cipressi venti o trent'anni fa e che non sono state sostituite, racconta il priore. E ricorda come l'attenzione e la cura verso gli alberi sia legata alla tradizione monastica che si trova in luoghi come Camaldoli o Vallombrosa dove più forte è la relazione tra i monaci e l'ambiente e le foreste di abeti sono là a testimoniare il lavoro delle comunità.
Toscana, cipressi. E Padre Bernardo: Senza di loro non c'è Toscana
Padre Bernardo Gianni, priore di San Miniato, ha lanciato un appello sui social network per salvare i cipressi in tutta la Toscana, che sono ammalati e arrugginiti. Ha scritto che i cipressi sono un simbolo importante per il territorio e che le amministrazioni dovrebbero dare attenzione alle piante che abbelliscono il territorio e sostituire quelle che sono state danneggiate. Il priore ha anche menzionato che il viale Michelangelo è un esempio di come i cipressi siano stati danneggiati dalla tempesta e dall'afide. Ha lanciato l'hashtag #salvareicipressi per sensibilizzare gli amministratori.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo