Un sì al ritorno di Vittorio Emanuele II in piazza della Repubblica, ma cambiando i bassorilievi sul basamento Si dice favorevole a riportare la statua di Vittorio Emanuele II in piazza della Repubblica, ma chiede «coraggio». Mafalda di Savoia Aosta scrive al Corriere Fiorentino per sostenere il ritorno del monumento nella sua piazza originaria, con un'idea: «Invitare qualche artista, di quelli che nel mondo cambiano l'aspetto delle città, per ridisegnare quel basamento inutilmente retorico affinché rappresenti il divenire della storia». Secondo la principessa, figlia di Amedeo D'Aosta, «si potrebbe immaginare qualcosa di più attuale per sostenere quel cavallo e quella figura in bronzo». Insomma: togliamo i due bassorilievi dal basamento che raffigurano il re nel momento di ricevere dalla Deputazione Toscana il Plebiscito per l'annessione al Regno d'Italia e il saluto della folla a Vittorio Emanuele II che lascia la città per recarsi a Roma per inserirci qualcosa che «crei altre e contrastanti suggestioni», e che magari «sappia evocare il carattere della piazza prima delle demolizioni ottocentesche». L'idea di riportare il sovrano che unì l'Italia in piazza della Repubblica parte da lontano. Il primo sindaco che ci ha provato è stato Giorgio Morales, che mise in piedi un imponente progetto di recupero con il placet della soprintendenza. Parliamo del 1993, e già in quel periodo, prima dell'assalto del turismo di massa e dei venditori abusivi, si parlava di perdita di memoria e di restituire dignità a quel pezzo importante di Firenze. Il dibattito fu molto acceso ma poi finì nel dimenticatoio. Il direttore degli Uffizi, Antonio Natali, ha ricordato come nel 2001 suggerì «di riportare il monumento al centro della piazza, ma se ne ragionò poco. E quel poco fu accompagnato dalla solita sufficienza...». Di nuovo nel 2007 il progetto fu ritirato fuori dai cassetti con la benedizione dell'allora assessore alla cultura, Giovanni Gozzini, e della soprintendente Cristina Acidini. Ora ci sta riprovando anche il sindaco Dario Nardella che può contare su un impegno da parte della Bnl, che ha deciso di mettere 950 mila euro per rifare una delle piazze più controverse di Firenze.